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La scorsa settimana Moverim ha partecipato ai Research & Innovation Days 2021, la terza edizione dell’evento annuale di punta sul futuro della ricerca e dell’innovazione europee. Ricercatori, imprenditori, politici ma anche un vasto pubblico, provenienti da più di 100 paesi, si sono riuniti virtualmente nelle oltre 70 sessioni dal vivo, per dibattere sul futuro dell’Europa tratteggiando sapientemente un quadro dell’oggi e del domani che vedrà anche il lancio dei progetti promossi da Horizon Europe nel campo della ricerca e dell’innovazione.
Gli eventi si sono svolti in sessioni parallele e hanno trattato, tra gli altri, i temi dell’innovazione digitale e della transizione ecologica, dell’approccio globale alla ricerca e all’innovazione favorito dal nuovo Spazio Europeo della Ricerca (ERA), e del coinvolgimento delle città e dei cittadini, anche attraverso l’iniziativa New European Bauhaus.

Gabriel: «è ora di agire mettendo in moto i nostri programmi e le vostre idee»

La cerimonia di apertura ha ospitato Marya Gabriel, Commissaria europea per Innovazione, ricerca, cultura, istruzione e giovani (DG RTD e DG EAC). Gabriel ha aperto i Research & Innovation Days sottolineando come nel corso dell’ultimo anno sia diventata ancora più chiara l’importanza di investire nella ricerca e nell’innovazione. Infatti, solo grazie ai decenni di investimenti in ricerca e innovazione attraverso i programmi dedicati – primo fra tutti Horizon 2020 – è stato possibile sviluppare vaccini efficaci in un periodo incredibilmente breve, e ancora grazie alle solide basi costruite attraverso tali programmi sarà possibile riprendersi dalla pandemia e aprire la strada a un futuro più verde, più digitale e più equo.
La Commissaria ha poi ribadito come «l’eccellenza scientifica debba essere riportata al centro della competitività europea», compito che spetterà in primo luogo al programma Horizon Europe.

Un futuro sostenibile, verde e digitale

La ricerca, l’innovazione e l’istruzione sono fattori chiave per superare le sfide presenti e future e per aprire la strada a un futuro sostenibile, verde e digitale. Durante i due giorni di incontri, sono state numerose le sessioni dedicate a questo argomento, in particolare Moverim ha seguito con interesse gli incontri Leading the Global Clean Energy Race e Mission Ocean, Seas and Waters for Recovery.
Nel primo dei due incontri ci si è focalizzati sul ruolo che la ricerca e l’innovazione hanno nel supportare le strategie europee su idrogeno, energie rinnovabili offshore e integrazione dei sistemi energetici esistenti. Wilfried Kraus, Vicedirettore Generale al  Ministero Federale Tedesco per l’Educazione e la Ricerca, Patrik Child, Vicedirettore Generale del DG RTD, Valérie Bouillon-Delporte, Presidentessa del Fuel Cells and Hydrogen Joint Undertaking (FCHJU) e Nebojsa Nakicenovic, Vicepresidente del EU’s Group of Chief Scientific Advisors, hanno discusso delle sfide e delle opportunità che l’Europa incontrerà nella transizione verso un sistema energetico pulito, sicuro e sostenibile. Questa transizione, che richiederà una massiccia espansione della nostra capacità di sfruttare l’energia rinnovabile, dovrà essere anche equa e giusta dal punto di vista sociale, riducendo la povertà energetica. Le sfide chiave saranno la circolarità, lo stoccaggio dell’energia, l’allargamento dei confini delle energie rinnovabili e l’integrazione dei sistemi, tenendo conto della ripresa ancora in atto dalla pandemia di Covid-19.
Durante la sessione Mission Ocean, Seas and Waters for Recovery, Charlina Vitcheva, Direttrice della DG MARE, Pascal Lamy, Presidente del Paris Peace Forum e della Missione Starfish 2030, Urike Rabmer-Koller, CEO del Rabmer Group, e Claudia Monteiro de Aguiar, Membro del Parlamento Europeo, hanno sottolineato che solo con lo sforzo dei cittadini, del Parlamento ma anche delle PMI si potranno raggiungere i grandi obiettivi che l’Europa si è prefissata nel campo della sostenibilità e di un futuro più verde. Sarà alla collaborazione e all’inclusione di nuovi partners, sia pubblici che privati, che sarà garantito il successo della Mission di Horizon Europe sugli Oceani, e in generale, la transizione ecologica.

Sinergie efficaci a tutti i livelli

Le sinergie tra politiche, tra programmi e strumenti a livello comunitario, nazionale, regionale e locale, e tra settori e discipline sono fondamentali per costruire un’economia basata sulla conoscenza più sostenibile e una società resiliente. A questo proposito, una delle sessioni più rilevanti è stata indubbiamente The new ERA: Put in Motion dove si è discusso delle novità riguardanti lo Spazio Europeo della Ricerca (ERA). A guidare l’evento sono stati la Commissaria Gabriel, Jean-Enric Paquet, Direttore Generale del DG RTD e Simona Kustec, Ministra per l’Educazione, Scienza e Sport della Slovenia, i quali hanno sottolineato la volontà di compiere maggiori progressi nella creazione di uno spazio di libera circolazione della conoscenza e di una più profonda integrazione tra le politiche nazionali. Durante l’incontro, così come in altre sessioni dei Research & Innovation Days, sono emerse tematiche importanti relative all’approccio globale alla ricerca. In particolare, la Commissaria Gabriel ha sottolineato come le European Partnerships avranno un ruolo cruciale nel creare sinergie tra le parti, con l’obiettivo  di guidare l’eccellenza scientifica, unire le risorse per raggiungere il progresso scientifico e sviluppare vivaci ecosistemi di innovazione. L’Unione europea, i governi nazionali e le parti interessate dovranno lavorare insieme per mettere in moto il nuovo Spazio Europeo della Ricerca, dando priorità agli investimenti per affrontare le sfide dell’Europa e trasformare i risultati della ricerca in prodotti e soluzioni di successo. In questo percorso si inseriscono anche le Università e le Comunità di Ricerca, le quali riconoscono l’importanza di un approccio più proattivo e il coinvolgimento degli stakeholders nel nuovo Spazio Europeo della Ricerca.
Inoltre, Moverim ha seguito anche l’intenso dibattito sul Building Careers per i giovani ricercatori, durante il quale è stato presentato il progetto della Commissione per superare la valutazione ordinaria – la quale permette solo una valutazione quantitativa delle pubblicazioni dei giovani ricercatori – e andare verso il pieno riconoscimento delle esperienze extra-accademiche, le quali favoriscono un arricchimento positivo in termini sociali del valore scientifico delle pubblicazioni. Infatti, il dialogo tra ricercatori, PMI e società è uno strumento necessario per l’innovazione intersettoriale.

Ruolo attivo dei cittadini e delle comunità

Ogni singola voce può fare la differenza: la ricerca non è mai stata così al centro del dibattito come ora, e questo fattore può essere sfruttato per delineare il futuro, ma solo attraverso il coinvolgimento attivo dei cittadini. Su questo tema, diversi incontri hanno catturato l’attenzione.
Proprio i cittadini sono stati al centro del dibattito Cities and Citizens delivering on EU Missions, durante il quale la Commissaria Gabriel insieme al Vice-Presidente del Comitato delle Regioni Markku Markkula ha messo in evidenza l’importanza della comunicazione e degli spazi di informazione online che forniscono informazioni necessarie ai cittadini e ha ribadito la necessità di lavorare ancora più a contatto con scuole, università e istituti di ricerca. Siamo sulla giusta strada in quanto l’innovation gap si sta piano piano riducendo, ma è utile anche una certa dose di rischio per poter investire non solo nelle regioni più dinamiche ma anche in quelle che dimostrano un potenziale innovativo latente. Rilevante è la scelta di voler continuare a condividere risultati e informazioni a livello scientifico. Riguardo ciò, durante la sessione dedicata ad Open Science è stata chiaramente espressa la volontà di continuare con i mezzi di condivisione e data sharing come Open Research, che permettano quella connessione che è la chiave per mantenere accesa la fiamma dell’innovazione.
Infine, durante la sessione Post-COVID-19 recovery for cities: The New European Bauhaus Initiative, è stato presentato il New European Bauhaus, un’iniziativa creativa e interdisciplinare che si propone di creare uno spazio di incontro per progettare futuri modi di vivere, incrociando arte, cultura, inclusione sociale, scienza e tecnologia. Questa iniziativa ha l’obiettivo di portare il Green Deal Europeo nelle città e nei luoghi in cui viviamo, rendendolo fruibile ai cittadini ai quali sarà richiesto uno sforzo collettivo per immaginare e costruire un futuro sostenibile, inclusivo e bello per le nostre menti e per le nostre anime. È opinione della Commissaria Gabriel che l’Europa possa diventare una vera e propria Bauhaus in quanto fucina di talenti, strumenti, e innovazione ed è proprio questo il momento di investire sapientemente nelle innovazioni pioneristiche e di conseguenza riuscire a connettere i cittadini.

In conclusione, i Research & Innovation Days sono stati illuminanti per chiarire la profonda necessità di collaborazione da parte di istituzioni e cittadini per quanto riguarda la ricerca e l’innovazione, che rimangono il più grande strumento per portare a compimento i progetti per un futuro innovativo fatto su misura per il cittadino.

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