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Recentemente Moverim ha partecipato alla EU Green Week 2021, che si è tenuta online dal 31 maggio al 4 giugno. Il tema centrale dell’evento è stato l’obiettivo europeo della Zero Pollution. La connessione tra salute, ambiente è ormai chiara ed è per questo che è necessario uno sforzo globale per garantire il raggiungimento degli obiettivi del Green Deal.

Un impegno globale e intersettoriale

Le macro aree su cui si è concentrato l’evento sono: Health, Biodiversity & Ecosystem, Production and Consumption, Enabling Change in the EU and abroad. In generale, si è riscontrato come ogni singolo individuo della società, la tecnologia e l’economia possano lavorare assieme per un futuro più green e sostenibile. La presidente di Commissione europea Ursula von der Leyen ha aperto l’evento evidenziando come la società sia la prima responsabile dell’inquinamento che va a colpire maggiormente le persone più vulnerabili e le nostre future generazioni. Se inquiniamo il mondo, inquiniamo le nostre menti. Per questo motivo, lo Zero Pollution Action Plan ha come obiettivo quello di affrontare l’inquinamento in tutte le sue forme; inquinamento degli oceani, dell’aria e del suolo. Tra gli obiettivi del piano rientrano: la riduzione del 55% delle morti causate da inquinamento dell’aria; miglioramento della qualità dell’acqua; riduzione del 30% il tasso di persone che soffrono cronicamente di inquinamento acustico.  È un percorso lungo ma che l’Unione europea ha già iniziato ad affrontare dalla prodizione al consumo. La presidente ha sottolineato l’importanza della cooperazione con partner internazionali come la Cina per raggiungere gli standard entro il 2030.  Città sostenibili sono città migliori e per questo motivo è fondamentale implementare importante mettere insieme sostenibilità e benessere.

Micro plastiche: la necessità di nuove policies

 È stata particolarmente rilevante la sessione dedicata all’inquinamento da micro-plastiche, nocive all’ambiente e alla salute. Ad intervenire sono stati Elena Buzzi, policy analyst dell’ , il professore Richard Thompson Direttore del Dipartimento di biologia marina all’Università di Plymouth  e Frédérique Mongodin, policy officer di Seas at Risk, e Mauro Scalia, Direttore della European Apparel and Textile Industry, (EURATEX). Le micro-plastiche che provengono dal settore tessile sono state al centro della discussione, così come le possibili soluzioni per diminuirne la produzione. I policy makers sono stati individuati come i primi attori responsabili del cambiamento di policies di produzione, consumo e smaltimento delle plastiche. Devono essere misure compatibili con le condizioni di vita attuali. Da un punto di vista tecnologico sembrano non esserci soluzioni semplici da adottare, ma migliorare la qualità dei materiali potrebbe essere un primo passo per benefici futuri.  La discussione ha fatto emergere che è sicuramente necessaria una ulteriore legislazione che regoli al meglio le emissioni di micropalstiche ma che proponga anche un metodo di azione unitario comune e semplice che coinvolga anche le industrie e le imprese

Sustainable Buildings: insieme per un nuovo stile di vita

Una sessione fondamentale dell’evento è stata quella dedicata alla ricerca di soluzioni sostenibili per la costruzione di edifici con minore impatto ambientale. Tra coloro che sono intervenuti si ricordano Simon Davies Direttore della AIA Environment, il Ministro finlandese per l’ambiente Matti Kuittinen e Bernard Magenhann, Deputato del Direttorio Generale del Joint Research Centre in Commissione europea. La sessione ha approfondito l’importanza della costruzione, ma soprattutto della decostruzione, di edifici che non comporti un eccessivo uso di materiali inquinanti. Cambiare il nostro modo di pensare l’edificio non è facile ma sicuramente attraverso la nuova iniziativa europea della Bauhaus che lavora con il motto del “beautiful, sustainable, together” possiamo trasformare questa missione in un vero e proprio stile di vita. Il progetto ha come obiettivo principale quello di coinvolgere in prima linea i cittadini. Stakeholders e Commissione lavoreranno congiuntamente perché questo nuovo metodo sia in linea con gli standard della Circular Economy. La Commissione europea ha lanciato in tutta Europa LEVELs, il nuovo approccio alla sostenibilità, un processo collaborativo che tenta di coniugare Industrie e commissione Europea. La Bauhaus è uno strumento cruciale per questa sfida per far sì che le idee innovative come quelle della circolazione del carbonio e dei materiali all’interno dei nostri edifici, possano trasformarsi in fatti. La grandezza di questo progetto sta proprio nel riuscire a connettere problematiche specifiche a un approccio globale alla sostenibilità. Come valutato nella sessione dedicata al Rebuilding Greener, è stato sottolineato come il Recovery Plan in Europa debba necessariamente investire intersettorialmente per garantire benefici all’ecosistema, soprattutto nei trasporti, energia più verde, decarbonizzazione delle industrie e delle imprese e riformare le pratiche di agricoltura e allevamento. Grazie ai “Do no significant harm principles”, che stanno alla base di questa politica, il Recovery diviene una visione strategica per la Zero Pollution Strategy.

In conclusione, si può affermare che la Green Week 2021 è stata fucina di cooperazione intersettoriale e innovativa per discutere le soluzioni esistenti e presentarne di nuove per migliorare l’ecosistema e la nostra salute. Solamente attraverso la comunicazione tra vari settori è possibile raggiungere un alto grado di collaborazione per poter raggiungere gli obiettivi ambizioni che il Green Deal si è posto.

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