
La Commissione europea ha introdotto un nuovo quadro per misurare come la ricerca venga trasformata in benefici economici e sociali tangibili nell’ambito dello European Research Area (ERA), segnando un passo significativo in avanti nel modo in cui viene valutata la performance dell’innovazione in Europa.
Basandosi sui risultati di uno studio di esperti, il quadro supera i tradizionali indicatori di trasferimento tecnologico per catturare quello che la Commissione definisce il “valore multifaccettato” della valorizzazione della conoscenza . Con 16 indicatori e 41 metriche, offre agli Stati membri uno strumento più completo per comprendere come gli investimenti nella ricerca si traducano in risultati che vanno dall’innovazione commerciale al coinvolgimento pubblico e alla definizione delle politiche.
Tuttavia, lo studio alla base del quadro rivela un cambiamento di prospettiva più profondo: la valorizzazione della conoscenza non è più vista come un processo lineare focalizzato principalmente sulla commercializzazione, ma come un sistema complesso e interconnesso che coinvolge molteplici attori, fasi e forme di creazione di valore.
Da metriche frammentate a un approccio sistemico
Uno dei risultati centrali dello studio è che gli attuali sistemi di misurazione della Research and Innovation (R&I) non riescono a cogliere pienamente la valorizzazione della conoscenza. I quadri esistenti tendono a privilegiare indicatori ristretti come i brevetti o i ricavi da licensing, trascurando altri canali fondamentali come il coinvolgimento dei cittadini, l’adozione nelle politiche pubbliche o le pratiche di open science.
Inoltre, gli approcci di misurazione nei Paesi dell’UE restano frammentati, senza un sistema armonizzato a livello europeo. Questo ha limitato la capacità di confrontare le performance o progettare politiche coordinate.
Il nuovo quadro affronta questa lacuna mappando gli indicatori esistenti e introducendone di nuovi, combinando fonti di dati consolidate con metriche emergenti. È importante sottolineare che riflette sia la dimensione economica sia quella sociale del valore, segnalando una comprensione più ampia di cosa significhi “impatto” nel contesto della ricerca.
Sette canali, un unico sistema integrato
Un elemento chiave di innovazione risiede nella struttura del quadro: esso cattura la knowledge valorisation attraverso sette canali interconnessi, tra cui la collaborazione tra mondo accademico e industria, la creazione di startup, la gestione degli intellectual asset, il coinvolgimento dei cittadini e l’adozione nelle politiche.
Piuttosto che trattarli come compartimenti separati, il quadro ne sottolinea l’interdipendenza. Attività come il co-patenting, l’imprenditorialità basata sulla ricerca e la standardizzazione sono considerate come elementi che si rafforzano reciprocamente all’interno di un più ampio ecosistema dell’innovazione.
Questo design integrato si riflette nelle metriche stesse. Il quadro include:
- 22 metriche di output, che catturano risultati immediati come brevetti, startup o collaborazioni
- 18 metriche di impatto, che valutano effetti di lungo periodo sull’economia e sulla società
- 1 metrica di input, per garantire che siano considerate anche le attività nelle fasi iniziali
Bilanciando questi elementi, il quadro consente sia il monitoraggio a breve termine sia la valutazione a lungo termine: un miglioramento significativo rispetto agli approcci precedenti.
Una “catena stratificata” della creazione di valore
Forse il contributo concettuale più importante dello studio è la ridefinizione della valorizzazione della conoscenza come una catena stratificata di output, outcome e impatti.
I primi tentativi di concentrarsi principalmente sulla misurazione dell’impatto si sono rivelati poco realistici, osserva lo studio, poiché gli impatti emergono spesso su orizzonti temporali lunghi e sono difficili da attribuire direttamente a specifiche attività di ricerca.
Il quadro invece distingue tra:
- output nelle fasi iniziali (es. collaborazioni di ricerca, condivisione dei dati)
- outcome intermedi (es. creazione di startup, influenza sulle politiche)
- impatti di lungo periodo (es. crescita economica, benefici sociali)
Questo approccio stratificato fornisce una base più solida e realistica per valutare la creazione di valore, aiutando al contempo i decisori politici a comprendere come le diverse fasi del processo di innovazione siano interconnesse.
Metriche di innovazione pratiche, implementabili e trasversali
Dal punto di vista operativo, il quadro è progettato per essere in gran parte implementabile utilizzando dati esistenti. Delle 41 metriche analizzate, 18 sono già disponibili tramite fonti consolidate come Eurostat, database OECD e archivi di brevetti, mentre le restanti 23 possono essere sviluppate utilizzando dati emergenti o nuove metodologie. Il ricorso a fonti di dati centralizzate a livello UE dovrebbe ridurre gli oneri amministrativi per gli Stati membri e facilitare i confronti tra Paesi.
Tuttavia, lo studio evidenzia anche diverse sfide da affrontare prima di un’implementazione su larga scala, tra cui:
- la mancanza di definizioni armonizzate per concetti chiave come “startup”, “scaleup” e “spinout”;
- le differenze nella qualità e maturità dei dati tra i Paesi;
- i limiti metodologici legati alle differenze settoriali o all’uso di indicatori proxy.
Per affrontare queste criticità, la Commissione raccomanda di testare alcune metriche tramite progetti pilota, affinare le metodologie e migliorare l’allineamento dei dati. Sottolinea inoltre il valore degli approcci qualitativi, come studi di caso e indagini, per integrare gli indicatori quantitativi.
Un altro elemento chiave è l’importanza di indicatori trasversali che riflettano la natura interconnessa degli ecosistemi di ricerca e innovazione. Metriche come il co-patenting o le imprese basate su IP attraversano spesso più canali di valorizzazione, rendendo difficile — e potenzialmente fuorviante — attribuirle a una singola categoria. Adottando un approccio trasversale, il quadro riflette in modo più accurato la realtà dei sistemi di innovazione moderni, in cui collaborazione, imprenditorialità e sviluppo delle politiche sono profondamente intrecciati.
A sostegno delle ambizioni di innovazione dell’Europa
Il nuovo quadro di misurazione è destinato ad alimentare il meccanismo di monitoraggio dell’ERA e il prossimo rapporto Science, Research and Innovation Performance (SRIP), fornendo ai decisori politici uno strumento più articolato per monitorare i progressi e progettare politiche basate su evidenze.
In definitiva, l’iniziativa riflette un’ambizione più ampia: garantire che l’eccellenza della ricerca europea si traduca in modo più efficace in valore economico e sociale.
Per saperne di più:
Studio su metriche e indicatori per la valorizzazione della conoscenza
