
Il 12 febbraio 2026 il Circular Cities & Regions Initiative (CCRI) ha organizzato a Bruxelles un dialogo tra stakeholders per presentare le loro raccomandazioni in vista del Circular Economy Act e discuterne insieme.
Focus sulla CCRI e sul Circular Economy Act
Il CCRI è una iniziativa della Commissione Europea, promossa dalla DG for Research and Innovation, con l’obiettivo di rafforzare l’attuazione dell’economia circolare nelle città e nelle regioni europee. Inizialmente finanziata nell’ambito di Horizon 2020 e successivamente attraverso Horizon Europe, l’iniziativa contribuisce al raggiungimento degli obiettivi del Green Deal, tra cui la neutralità climatica entro il 2050, e della Bioeconomy Strategy. Favorendo la transizione verso un modello economico circolare, l’UE punta a ridurre la pressione sulle risorse naturali, stimolare una crescita sostenibile e generare nuovi posti di lavoro.
Il Circular Economy Act, la cui adozione è prevista per il 2026, mira a creare un vero e proprio mercato unico delle materie prime secondarie, aumentando la disponibilità di materiali riciclati e incentivandone l’utilizzo all’interno dell’Unione Europea. Con questa nuova normativa, l’UE intende rafforzare ed estendere le misure già in campo per accelerare la transizione verso un modello economico più efficiente nell’uso delle risorse, capace di ridurre la produzione di rifiuti e contribuire alla neutralità climatica.
Le raccomandazioni del CCRI
In occasione dell’imminente adozione del Circular Economy Act, il CCRI ha preparato sei raccomandazioni, le quali sono state oggetto di discussione durante il corso dell’evento. Tali raccomandazioni si basano su dati raccolti dall’Ufficio di coordinamento e supporto della CCRI durante il periodo 2022-2025 e mirano a sostenere l’attuazione dell’economia circolare a livello locale e regionale. L’obiettivo dell’incontro era quello di raccogliere feedback dalle parti interessate, che contribuiranno direttamente alla preparazione del Circular Economy Act.
Queste sei raccomandazioni riguardano:
- Sfruttare gli appalti pubblici per promuovere mercati circolari
Introducendo i criteri di Green Public Procurement, premiando qualità e performance circolare, non solo il prezzo, adottando il life-cycle costing (LCC) come metodo standard e investendo in conoscenza e capacità per gli acquirenti pubblici.
- Trasformare la Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) per incentivare la progettazione circolare e la prevenzione degli sprechi
Collegando i contributi EPR alla progettazione ecologica, utilizzando il Digital Product Passport e destinando più risorse alla prevenzione e al riuso, non solo al riciclo.
- Riformare la normativa sulla definizione e gestione dei rifiuti per consentire l’uso circolare dei materiali
Definendo criteri uniformi per facilitare l’uso delle materie secondarie e ridurre le barriere normative tra Stati membri.
- Rafforzare la domanda di materie prime secondarie attraverso incentivi di mercato
Promuovendo incentivi di mercato e inserendo quote minime obbligatorie di materiale riciclato in prodotti specifici.
- Potenziare la raccolta e il recupero di materiali dai rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche
Rafforzando i sistemi di raccolta, promuovendo requisiti di progettazione per lo smantellamento e garantendo trattamenti sicuri e finanziati adeguatamente.
- Ampliare la circolarità attraverso la cooperazione regionale e transnazionale
Potenziando capacità amministrativa, strumenti finanziari e collaborazione tra regioni per diffondere soluzioni circolari su larga scala.
L’Ufficio di coordinamento e supporto del CCRI ha inizialmente presentato ogni raccomandazione e, successivamente, ha dedicato alcuni minuti alla raccolta di dubbi, commenti e feedback da parte degli stakeholders. Tra i vari contributi è emersa la necessità di velocizzare l’armonizzazione tra i vari Stati membri. Inoltre, per quanto riguarda il punto numero tre, si è evidenziato come diversi Stati membri presentano condizioni differenti per i criteri sui rifiuti, per cui una prima possibile soluzione potrebbe consistere nell’adozione di una definizione di criteri di “end-of-waste” a livello regionale.
Il dialogo multi-stakeholder organizzato dalla CCRI ha rappresentato un momento di confronto fondamentale in vista dell’adozione del Circular Economy Act. L’evento ha offerto alle autorità locali e regionali e ad altri stakeholder l’opportunità di influenzare concretamente le politiche europee sull’economia circolare, facendo emergere bisogni reali e priorità territoriali. I feedback raccolti, infatti, contribuiranno a creare il nuovo quadro legislativo, il quale rappresenta un’opportunità strategica per trasformare i territori europei e sviluppare misure capaci di accelerare la transizione dell’Unione Europea verso un’economia circolare, resiliente e climaticamente neutra.