
Il 17 febbraio, la Commissione Europea ha lanciato ufficialmente una nuova partnership europea per la preparazione alle pandemie: BE READY. Dopo una serie di progetti preparatori e azioni di coordinamento, questa nuova partnership segna il passaggio a un’iniziativa più stabile e di lungo termine. Si tratta di un approccio tipico della Commissione, che spesso finanzia progetti con l’intento di sviluppare iniziative stabili e sostenibili.
Partnership europea BE READY
Avviata il 1° gennaio 2026 per un periodo di dieci anni, la partnership BE READY è un’iniziativa a lungo termine di ricerca e innovazione con un budget target di 240 milioni di euro. Il suo obiettivo è stabilire un quadro coordinato e duraturo per rafforzare la capacità dell’Europa di rispondere alle crisi sanitarie, migliorando la coordinazione, accelerando la generazione di conoscenze, sostenendo lo sviluppo di contromisure sanitarie e creando un ecosistema di infrastrutture di ricerca.
La partnership riunisce 81 istituzioni provenienti da 27 paesi, tra cui agenzie di finanziamento pubbliche, Ministeri della Ricerca, Ministeri della Salute, istituti di sanità pubblica, università, reti cliniche e infrastrutture di ricerca attive nella preparazione alle pandemie.
Il partenariato BE READY si basa su tre pilastri chiave:
- Allineamento delle priorità di ricerca nazionali tra i paesi partecipanti, rafforzando la coordinazione nella preparazione alle pandemie attraverso un’agenda condivisa di ricerca e innovazione strategica (SRIA), il documento guida per le priorità di ricerca sulla preparazione alle pandemie in Europa.
- Supporto per la ricerca multinazionale, comprese le chiamate transnazionali congiunte che consentono un finanziamento coordinato da parte dei finanziatori nazionali ed europei per far progredire la ricerca su patogeni emergenti e riemergenti e accelerare lo sviluppo di diagnostici, trattamenti e vaccini.
- Integrazione dell’ecosistema di ricerca, garantendo che le principali infrastrutture di ricerca e le reti rimangano operative sia durante i periodi inter-epidemici che in tempo di crisi sanitarie.
In particolare, le SRIA sono elementi centrali e chiave di questa partnership. Sviluppate tra il 2022 e il 2024 in modo collaborativo con gli stakeholder del settore, servono come mappe per guidare la ricerca futura all’interno di ciascuna partnership. Le SRIA guideranno il lavoro scientifico della partnership europea per la preparazione alle pandemie, con diverse priorità implementate attraverso ambiziosi progetti di ricerca finanziati da Joint Transnational Calls (JTC) e attività collaborative per migliorare la preparazione dell’Europa alle pandemie.
Background
La partnership BE READY è stata creata in risposta alle lezioni apprese dalla pandemia di COVID-19, la quale ha messo in evidenza importanti lacune nella preparazione dell’Europa per le crisi sanitarie, tra cui attività di ricerca frammentate, limitata coordinazione tra i programmi di finanziamento nazionali e le difficoltà nell’attivare rapidamente le infrastrutture di ricerca durante le emergenze. Per affrontare queste sfide, la Commissione Europea e gli Stati membri hanno deciso di creare un ecosistema di ricerca europeo coordinato per la preparazione alle pandemie.
La partnership BE READY nasce da due azioni di coordinamento e supporto finanziate da Horizon Europe: BE READY e BE READY PLUS. Il primo progetto, BE READY (2022–2025), ha unito finanziatori di ricerca, istituzioni sanitarie pubbliche e organizzazioni scientifiche per mappare le risorse esistenti e creare una SRIA comune per la preparazione alle pandemie. In seguito, è stato avviato BE READY PLUS (2025), che ha facilitato il passaggio dalla fase strategica a quella operativa, definendo la struttura di governance, i meccanismi operativi e la coordinazione tra i programmi di finanziamento nazionali.
Con un budget complessivo di 3 milioni di €, queste azioni hanno posto le basi per il lancio della partnership BE READY nel 2026. La transizione dalle azioni di coordinamento e supporto alla partnership europea ha segnato il passaggio dalla coordinazione strategica all’implementazione operativa. La partnership, infatti, costituisce una struttura a lungo termine per implementare queste priorità.
Altri esempi di progetti che si evolvono in iniziative permanenti
Questo percorso, che va dalle azioni di coordinamento preparatorio a una partnership europea strutturata, è comune all’interno del programma quadro per ricerca e innovazione ed è stato seguito in diverse aree, come le malattie rare e la medicina personalizzata. Queste partnership mirano a rafforzare le attività di ricerca, allineare le risorse e promuovere le sinergie tra gli Stati membri dell’UE. Due esempi rilevanti di questa evoluzione sono la partnership europea sulle malattie rare (ERDERA) e la partnership europea nella medicina personalizzata (EP PerMed). Entrambe stanno attivamente guidando l’innovazione e i progressi della ricerca nel campo della salute.
In particolare, costruita sul programma congiunto europeo sulle malattie rare (EJP RD), ERDERA mira ad avere un impatto significativo sulle malattie rare supportando la ricerca guidata dai pazienti per sviluppare nuovi trattamenti e percorsi diagnostici, sfruttando al contempo i dati sanitari, l’IA e le tecnologie digitali. EP PerMed, invece, si concentra sul potenziamento dei risultati sanitari all’interno di sistemi sanitari sostenibili, promuovendo la ricerca, lo sviluppo, l’innovazione e l’implementazione di approcci di medicina personalizzata, a beneficio di pazienti, cittadini e società.
La seconda azione congiunta verso l’European Health Data Space (TEHDAS2) è un altro esempio significativo. Infatti, basato su TEHDAS1 e altri progetti precedenti dell’UE, rappresenta un passo fondamentale verso l’attuazione dell’European Health Data Space, il quale darà maggiore potere ai professionisti della salute, ai ricercatori e ai policymakers, rendendo i dati sanitari più accessibili e utilizzabili oltre i confini nazionali.
Un approccio simile può essere osservato in iniziative come la Circular Cities and Regions Initiative (CCRI), che, sebbene non sia una partnership europea, è supportata da progetti finanziati da Horizon Europe. Queste azioni aiutano a costruire reti e a supportare l’implementazione delle pratiche di economia circolare nelle città e regioni europee, favorendo la collaborazione a lungo termine e l’innovazione sostenibile.