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Il 16 febbraio 2017 si è tenuta a Bruxelles la conferenza “Nuovi modelli economici e innovazione sociale: una opportunità per una Europa migliore” promossa dal Comitato economico e sociale europeo (CESE). La discussione, inaugurata dal Presidente del medesimo comitato, è stata un’importantissima opportunità di confronto su temi di straordinaria attualità tra cui innovazione sociale, economia circolare e, in senso più ampio, sul futuro dell’economia. Durante la conferenza hanno preso la parola numerosi esponenti del CESE, esponenti della Commissione europea e del Parlamento europeo. La conferenza è stata suddivisa in tre sezioni durante le quali i diversi interlocutori hanno promosso un’idea comune: collaborazione e innovazione.

La prima sessione ha analizzato l’articolato ambito socio economico e ha rimarcato il concetto di economia collaborativa. In un contesto globale in cui- oggi più di ieri- si enfatizza la necessità per le imprese di essere concorrenziali, il vero vantaggio competitivo alberga nella capacità di essere collaborativi. I tre relatori (Carlos Trias Pintó, Thierry Libaert e Bernardo Hernández Bataller) hanno infatti valorizzato la necessità di rafforzare la cooperazione europea in risposta ad un futuro incerto e ad una perdurante crisi economica. Inoltre é più che mai evidente che il progresso tecnologico (ma non soltanto quello puramente tecnologico) ha drasticamente cambiato vita e abitudini dei cittadini. Proprio in risposta a questi cambiamenti, l’Europa, come sottolineato da Bernando Hernandew Bataller, deve saper proporre soluzioni sociali ed economiche che siano innovative e durature e deve riproporsi come la culla di un nuovo rinascimento socio-economico. Una delle chiavi di risposta avanzata durante la conferenza risiede proprio nella capacità delle aziende e altri operatori di collaborare e mettersi al servizio dei cittadini.

Nella prospettiva di fornire concreti esempi di sistemi economici innovativi, la seconda sessione ha presentato due sistemi economici di grande portata: economia circolare (circular economy) ed economia di condivisione (sharing economy). Sebbene entrambi i modelli siano già in uso negli Stati Membri della UE (e con risultati anche piuttosto apprezzabili in alcune Nazioni come Francia, Irlanda e Olanda), le due forme economiche si presentano ancora agli arbori e sono ancora troppo poco “sfruttate”. Mentre infatti la sharing economy fatica a penetrare il mercato dove permane una certa resistenza all’utilizzo soprattutto in alcune fasce d’età, la circular economy ha fatto importanti progressi nell’ultimo decennio ma gli sprechi e la capacità di riciclo sono ancora troppo bassi. A questo riguardo, l’intervento di Albert Canigueral ha richiamato l’attenzione sulla necessità di “ri-pensare i modelli di business” e di insistere su questi sistemi innovativi. Il mercato ha, infatti, già dettato la via: riduzione dei costi, progressiva riduzione di materie e forte competitività a livello globale richiedono nuove forme di cooperazione che possano guidare il cambiamento del futuro, e in questo senso la sharing economy e la circular economy rappresentano due risposte concrete ai problemi indicati. I due sistemi, inoltre, si sposano perfettamente con il tema di partenza, cioè quello di innovazione sociale. Innovazione sociale non é soltanto un nuovo “prodotto” o “servizio” tecnologico ma è anche una modalità diversa di offrire servizi e o prodotti innovativi e competitivi per aiutare i cittadini. In questa ottica, i nuovi sistemi di sharing economy si presentano come modelli di coesione sociale in quanto riescono ad abbracciare larghe fasce di popolazione, tra cui anche quelle meno abbienti che hanno maggiori difficoltà ad accedere ai “servizi tradizionali”. Così, per esempio, come rimarcato nella conferenza, servizi come Blablacar o Airbnb sono riusciti ad intercettare una clientela molto più ampia , riducendo drasticamente i costi senza aver pregiudicato efficienza e confort. Non da ultimo riescono a dare un forte input al sistema economico in quanto hanno un mercato in crescita e si indirizzano a tutte le fasce di popolazione.

L’ultima parte della conferenza ha riassunto i paradigmi delle prime due tavole, ha dato la parola ad operatori che lavorano nell’innovazione sociale e nella circular economy e ha sollecitato nuovamente all’apertura a nuove forme di business. In modo particolare, sono state presentate realtà come GABV o FairPhone o Ouishare (operanti in settori diversi) queste esperienze contribuiscono a chiarire i concetti espressi precedentemente permettendo al pubblico di cogliere quelle che sono le sfide e le le opportunità del nostro immediato futuro.

Al termine del dibattito, gli interlocutori hanno invitato a prendere visione dei diversi inviti a presentare proposte (calls for proposal), nell’ambito della circular economy. Attraverso questi progetti finanziati da Horizon 2020, la Commissione intende promuovere ulteriormente questi modelli economici e l’auspicio enfatizzato dalle autorità comunitarie è quello di stimolare e sensibizzare le imprese europee a guardare in questa direzione.

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