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european week of regions and cities

Dal 9 al 12 ottobre 2017 si è tenuta a Bruxelles la “European week of regions and cities”, evento annuale giunto alla 15a edizione, promosso dal Comitato delle Regioni (CdR) e dalla Direzione generale per la Politica regionale e urbana (REGIO). L’iniziativa ha consentito a funzionari delle amministrazioni regionali e locali, accademici, esperti e cittadini interessati, di scambiare buone pratiche e competenze in merito all’operato delle città e delle regioni nell’attuale periodo di programmazione (2014-2020) e di riflettere su come poter rafforzare il ruolo degli attori locali nell’implementazione delle politiche europee.

La sessione di apertura, tenutasi all’emiciclo del Parlamento europeo (PE), ha rappresentato un momento di riflessione sul futuro dei giovani europei e della politica di coesione.

Il futuro dei giovani

Tra i giovani che sono intervenuti nel dibattito, uno startupper ha evidenziato la difficoltà a cui spesso va incontro chi desidera lavorare in diverse regioni europee, a causa delle disparità legislative che ancora persistono. Una studentessa, esponente del Parlamento europeo giovani (EYP), ha affermato di credere in un’Europa flessibile e partecipativa, che mantenga lo spirito con la quale è stata creata, ma che sia capace di rispondere ai nuovi bisogni dei cittadini, grazie all’operato di tutti. In risposta alle osservazioni sollevate dai giovani, è stata sottolineata l’opportunità di lavorare ulteriormente per superare i divari tra le regioni e ideare nuove modalità per permettere ai giovani europei di partecipare più attivamente al dibattito sul futuro dell’Europa e alla formulazione delle politiche europee, attraverso processi di eDemocracy. L’UE offre ai giovani europei concrete possibilità di studiare, lavorare e creare imprese in un altro Paese europeo, attraverso programmi come Erasmus+, il Corpo europeo di solidarietà e le possibilità offerte dalla politica di coesione.

Il futuro della politica di coesione

La politica di coesione, con un bilancio di 351,8 miliardi di € per il periodo 2014-2020, è la principale politica di investimento dell’UE, sostiene la creazione di posti di lavoro, la competitività tra imprese, la crescita economica, lo sviluppo sostenibile e il miglioramento della qualità della vita dei cittadini in tutte le regioni e le citta dell’Unione. Tuttavia, l’UE riscontra difficoltà nel comunicare efficacemente ai cittadini i risultati positivi delle politiche europee, rimanendo spesso vittima di propagande populiste. È necessario dunque avviare delle strategie di comunicazione dirette ai cittadini e potenziali beneficiari, finalizzate a far conoscere all’opinione pubblica il ruolo e le realizzazioni della politica di coesione e le opportunità di finanziamento europee, tra cui in particolare i Fondi strutturali e di investimento europei – ESIF e il Fondo europeo per gli investimenti strategici – EFSI.

Nel corso della conferenza Claudio de Vincenti, ministro italiano per la coesione territoriale e il mezzogiorno, ha presentato il Settimo report sulle politiche di coesione post-2020, che ribadisce l’importanza delle politiche di coesione come strumento chiave per realizzare un’Europa capace di integrare tutti i cittadini. Sia Corina Crețu che Karl-Heinz Lambertz, rispettivamente commissaria per la politica regionale e presidente del Comitato delle Regioni (CdR) hanno rimarcato l’importanza della condivisione delle responsabilità a livello locale, regionale ed europeo, affinchè non sia sempre e solo l’Europa ad essere colpevolizzata. L’attuazione delle politiche europee è infatti responsabilità degli Stati membri secondo il principio di sussidiarietà. Al tempo stesso è necessario un pieno controllo degli investimenti dei fondi strutturali da parte dell’Unione Europea, al fine di incrementare l’efficienza e l’impatto dei finanziamenti e assicurare il rispetto dei patti di finanza pubblica.

Durante i numerosi incontri che si sono svolti durante la settimana sono state affrontate tre tematiche principali:
1. la resilienza nelle regioni e nelle città,
2. le regioni e le città come agenti di cambiamento,
3. la condivisione di risultati di progetto.

incontri settimana europea regioni e città

Local Resilience

A questo proposito si è discusso degli strumenti che le regioni hanno a disposizione per la tutela dell’ambiente, della cultura e delle imprese, come per esempio i Gruppi europei di Cooperazione Territoriale (EGTC), i quali riuniscono Stati membri, autorità locali e regionali, associazioni e altri corpi pubblici che operano nella collaborazione transfrontaliera. È emerso il grave problema della perdita di biodiversità (in Europa ogni anno si perde il 3% di PIL di biodiversità) dovuto soprattutto all’alto numero di specie invasive che si sono diffuse a seguito dell’apertura delle frontiere. Le soluzioni proposte per la tutela ambientale a livello locale sono diverse. A partire dal 1970 é cresciuto in maniera esponenziale il numero di aree protette , che vengono visitate ogni anno da circa 3,8 miliardi di persone. A livello europeo invece la Direzione Generale per l’ambiente (ENV) e la DG REGIO promuovono progetti a livello regionale e locale nell’ambito dell’economia circolare, tenendo conto dell’impatto che ciascun progetto puó avere nelle regioni confinanti.
Sono stati mostrati diversi tipi di azioni a livello regionale e locale in tutta Europa, tra i quali esempi di smart cities innovative nei trasporti, nelle energie rinnovabili e nella tutela dell’ambiente, in città come Vienna, Poznàn e Bologna. Nel settore delle piccole e medie imprese è emersa l’importanza delle industrie creative per la tutela del patrimonio culturale delle regioni.

Take Action

Emerge spesso la necessità di collaborazione tra il mondo accademico e le imprese, ma purtroppo alcune disparità di tipo legislativo nelle diverse regioni d’Europa impediscono che ciò si realizzi. Durante la settimana sono stati mostrati alcuni esempi positivi di Università europee che lavorano attivamente con le imprese, trasferendo i risultati della propria ricerca, come l’Università finlandese Aalto. Come strumento efficace per la creazione di partnership e l’interazione tra i vari ecosistemi si é data rilevanza all’utilizzo delle tecnologie abilitanti fondamentali (KETs), su cui si investe già in 24 Paesi, e allo strumento Knowledge Alliance, nell’ambito del programma Erasmus+. Queste alleanze per la conoscenza sono progetti transnazionali che consentono agli istituti d’istruzione superiore e alle imprese di lavorare insieme su questioni comuni. Lo scopo generale è rafforzare la capacità di innovazione europea, aumentare l’impatto sociale e sostenere la modernizzazione dei sistemi d’istruzione superiore europei.

Sharing Knowledge

Per il terzo tema sono state mostrate best practices che sull’educazione e l’economia circolare a livello locale. Queste sono risultati di progetti finanziati durante il periodo di programmazione 2014-2020. A Fundão (Portogallo) per esempio è stata creata una rete di villaggi storici che hanno una densità demografica di 22 persone ogni km². Il risultato del progetto finanziato da Interreg Europe é una piattaforma di persone grazie alla quale viene promosso un approccio integrato dell’economia circolare, secondo il quale non sono solo i rifiuti ad essere riutilizzati, ma la catena di valore viene integrata in più punti.

Ulteriori informazioni

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