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Recentemente si è tenuta a Bruxelles una giornata informativa in merito al topic “Smart Cities and Communities” del programma per la ricerca e l’innovazione Horizon 2020, organizzata dall’Agenzia esecutiva per l’innovazione e le reti (INEA) in collaborazione con la Direzione generale per l’Energia (ENER), la Direzione generale Reti di comunicazione, contenuti e tecnologie (CNECT) e la Direzione generale Mobilità e Trasporti (MOVE).

La giornata si è aperta con la presentazione della call trasversale “Smart and Sustainable Cities” (SCC), alla quale il topic appartiene, che si colloca all’interno del programma di lavoro 2016-2017 “Cross-cutting activities”. È stato spiegato come le città europee siano all’avanguardia nella transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio, competitiva ed efficiente dal punto di vista dell’utilizzo delle risorse. Attualmente il 78% della popolazione europea vive in centri urbani, utilizza il 70% dell’energia a disposizione e genera l’85% del PIL europeo. Le città sono dunque i motori della crescita europea e in esse spesso si concentrano posti di lavoro, investimenti e innovazione, creando un terreno originale e produttivo per le transizioni energetica, climatica, sociale ed ambientale.
La call SCC vuole fornire soluzioni che accrescano l’efficienza energetica attraverso azioni rivolte al patrimonio edilizio, ai sistemi energetici, alla mobilità, ai cambiamenti climatici, così come alla qualità dell’acqua. Tali azioni dovranno produrre un profondo impatto a livello economico, sociale e ambientale, favorendo una migliore qualità della vita, maggiore competitività, un aumento della crescita e dei posti di lavoro. Questa call intende mettere insieme città, imprese e cittadini per dimostrare soluzioni e modelli di business che possano essere riprodotti con successo su larga scala e generino benefici misurabili sulla base dell’efficienza energetica e della creazione di nuovi mercati e di lavoro qualificato.

Nell’ambito di questo invito a presentare proposte, il topic “Smart Cities and Communities lighthouse projects” mette a disposizione un budget di 69,5 milioni di € per facilitare la trasformazione verso infrastrutture e servizi urbani intelligenti, orientati all’utenza e alla domanda. L’obiettivo è sviluppare e testare soluzioni innovative nelle città attraverso l’utilizzo delle tecnologie ICT. Queste città faro (lighthouse cities) dovrebbero dunque agire come esempi per le loro regioni, aiutando a pianificare la riproduzione delle soluzioni e adattarle a differenti condizioni locali. All’interno del programma Horizon 2020, una città può essere finanziata in qualità di città faro una sola volta. È inoltre obbligatorio sviluppare e testare modelli economici innovativi e vicini al mercato che possano favorire l’applicazione delle soluzioni su larga scala e in località diverse durante il periodo di attuazione del progetto. Ad oggi, sono state riconosciute 27 città faro e 30 citta replicanti. Per maggiori informazioni su queste iniziative, si consiglia di visitare il portale della European Innovation Partnership on Smart Cities and Communities (EIP-SCC).
Un aspetto molto importante di questo topic è la replicabilità delle soluzioni, che dovranno permettere alle città che ancora non hanno acquisito sufficienti competenze tecniche per essere città faro (definite follower cities) di poter partecipare attivamente ai progetti e di dedicarvi sufficienti risorse, allo scopo di eseguire un modello economico che permetta il finanziamento di ambiziose riproduzioni delle soluzioni nell’arco di pochi anni dalla fine del progetto. Saranno valutate attentamente le prove di un impegno di lungo termine da parte delle città coinvolte nell’iniziativa progettuale sia a favore della replicabilità sia dell’attiva trasmissione delle competenze acquisite.

Le proposte dovranno comprendere inoltre i seguenti aspetti:
• dimostrare soluzioni che integrino quartieri efficienti sotto il profilo energetico attraverso edifici intelligenti, efficienti, affidabili e integrati; interazione e gestione intelligente di sistemi energetici diversi (elettricità, riscaldamento, raffreddamento, gas, e altre reti) attraverso reti elettriche; integrazione e/o consolidamento a livello di quartiere di sistemi ICT a basse emissioni; piattaforme ICT basate su dettagli tecnici aperti; mobilità elettrica e ricarica dei veicoli elettrici;
• garantire l’inclusione di partner provenienti dal mondo dell’industria, autorità pubbliche, comunità di ricerca e PMI;

Ciascun progetto deve sviluppare un convincente piano di replicabilità e investimento per ogni città faro e ogni città partecipante che descriva:
a) le azioni intraprese dai partner in ogni città per assicurare la replicabilità delle soluzioni su larga scala dopo la conclusione positiva del progetto;
b) la provenienza dei fondi: l’iniziale piano di investimenti dovrebbe mostrare che il capitale privato può sostituire futuri investimenti a basso rischio tecnico e finanziario in modo da rendere le regioni economicamente deboli più appetibili per gli investitori.

Le città faro devono fare uso di tecnologie dell’informazione e della telecomunicazione per una gestione migliorata della pianificazione, del controllo e della manutenzione delle infrastrutture urbane e delle tecnologie in funzione negli edifici, dell’energia e dei trasporti, che permettano anche migliori servizi per gli individui e le imprese.
Ogni progetto deve essere realizzato in 3 città faro che sono situate in diversi paesi membri dell’UE o in paesi partner ad essa associati e coinvolgere almeno 3 città replicanti da almeno 3 differenti paesi dell’UE o di paesi ad essa associati, differenti anche dai paesi delle città faro. Ogni città faro deve avere un Piano di Azione per l’Energia Sostenibile (SEAP), giudicato positivamente dal Patto dei Sindaci prima dell’invio della proposta.
La Commissione ritiene che le proposte per un contributo da parte dell’UE compreso tra 12 e 18 milioni di euro permetterebbero di affrontare in modo appropriato questa sfida specifica. Questo non preclude comunque l’invio di proposte che prevedono un budget differente. Il cofinanziamento da parte dell’UE copre al massimo il 70% del budget progettuale e la scadenza per la presentazione delle proposte è posta al 14 febbraio 2017.
Durante la mattinata gli esperti di INEA hanno spiegato inoltre il processo di valutazione a cui le proposte saranno sottoposte. Si tratta di un processo trasparente, equo ed efficiente ma altamente competitivo, che valuta ciascun consorzio sulla base dell’eccelenza, dell’impatto e della qualità e efficienza dell’implementazione proposta. Il criterio dell’impatto è quello su cui verrà posta maggiore attenzione.

Sinergie con altri fondi

Nel corso della giornata è stata ribadita numerose volte l’importanza di ricercare relazioni tra questi progetti e la più ampia rete di strategie di sviluppo urbano sostenibile ed integrato nel quadro dei Fondi strutturali e di investimento europei (ESIF), così come con il Fondo europeo per gli investimenti strategici (EFSI).
In particolare, i fondi ESIF destinati allo sviluppo urbano integrato e sostenibile sono circa 15 miliardi, questi finanziamenti sono gestiti sulla base di strategie nazionali e regionali attraverso “programmi operativi” (PO). Dei 205 PO nazionali e regionali per la priorità “Investment in Growth and Jobs”, ben 110 si focalizzano sullo sviluppo urbano sostenibile. La Commissione europea incoraggia dunque l’utilizzo combinato di questi diversi fondi, possibile tramite:
• la combinazione nello stesso progetto (che può essere una singola azione o un gruppo di azioni/operazioni coordinate, purché sia sempre escluso il doppio finanziamento della stessa voce di spesa) di finanziamenti provenienti da Horizon 2020 e fondi ESIF o EFSI;
progetti consecutivi che si basano sui risultati ottenuti nell’ambito di progetti precedenti;
progetti paralleli che si integrano a vicenda.
Per approfondire questo argomento si rimanda alla guida della Commissione “Favorire le sinergie tra i fondi strutturali e di investimento europei, Orizzonte 2020 e altri programmi dell’Unione in materia di ricerca, innovazione e competitività”.

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