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Il 27 aprile 2017 a Bruxelles si è tenuta una giornata informativa dedicata all’invito a presentate proposte “Future and Emerging Technologies Open” (FET-OPEN) per azioni di ricerca e innovazione (RIA). Durante la giornata gli esperti della Direzione generale Reti di comunicazione, contenuti e tecnologie (CONNECT) e dell’Agenzia esecutiva per la ricerca (REA) della Commissione europea hanno fornito consigli e indicazioni utili agli aspiranti partecipanti alla prossima call, con scadenza il 27 settembre 2017.

Lo strumento “Future and Emerging Technologies” (FET) rientra nel primo pilastro del programma Horizon 2020, dedicato all’Eccellenza Scientifica. Le azioni FET mirano a promuovere la ricerca collaborativa e interdisciplinare su idee radicalmente nuove e ad alto rischio, in grado di rinnovare le basi per la competitività e la crescita europea e determinare il cambiamento per la società nel corso delle prossime decadi. In questi progetti la visione a lungo termine, la collaborazione, l’ambizione scientifica e la concretezza tecnologica sono aspetti essenziali.

FET è un programma estremamente competitivo: tra il 2014 e il 2016 nell’ambito delle calls H2020-FETOPEN-2014-2015-RIA e FETOPEN-01-2016-2017 sono stati valutati 2648 progetti, di cui 68 sono stati finanziati, per un totale di 238 milioni di € stanziati. Come si può osservare dalla tabella sottostante, nei primi due anni il numero delle proposte presentate per ciascuna cut-off è stato in costante aumento, fino a raggiungere un picco di 800 proposte presentate per il cut-off di settembre 2015. Per la scadenza di maggio 2016 la Commissione ha ricevuto invece 544 proposte, di cui 22 sono state finanziate, il tasso di successo è stato del 4%. I progetti presentanti per il cut-off di gennaio 2017 sono attualmente in fase di valutazione, ma la Commissione stima un aumento del tasso di successo, considerato l’aumento del budget.

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La Call FET-Open research and innovation actions sostiene la ricerca scientifica e tecnologica di base secondo un approccio bottom-up e dunque non prevede temi predefiniti. L’obiettivo è sostenere le fasi iniziali della ricerca, necessarie per esplorare possibilità scientifiche e tecnologiche radicalmente nuove, attraverso la collaborazione tra partners europei esperti di differenti discipline. Solitamente il risultato di un progetto FET è la definizione di un proof of concept. Generalmente, i progetti prevedono una durata di lavoro di 3-4 anni.

Durante la giornata gli esperti della Commissione hanno sottolineato la necessità di verificare l’opportunità di presentare un progetto nell’ambito di FET-OPEN e riflettere attentamente sulle peculiarità del programma per comprendere se si tratti davvero dello strumento più adatto alle nostre esigenze: non bisogna commettere l’errore di presentare un proposta sotto questa misura esclusivamente per via dell’assenza di un tema predefinito. Un progetto FET infatti ha caratteristiche ben precise che la Commissione ha riassunto nei cosiddetti FET Gatekeepers:

• visione scientifica e tecnologica a lungo termine;
• ricerca mirata a scoperte scientifiche e tecnologiche fondamentali;
novità: conoscenze all’avanguardia, idee e concetti radicalmente nuovi, piuttosto che la mera applicazione o il miglioramento incrementale di idee già esistenti;
• l’essere fondante – nel senso che i risultati di questi progetti dovranno costituire la base per una nuova linea di tecnologia non attualmente prevista;
alto rischio che si riflette in una metodologia flessibile ed efficace, che permetta di esplorare direzioni e soluzioni alternative;
• collaborazioni tra settori di ricerca interdisciplinari, le soluzioni proposte devono scaturire da scambi di conoscenze, apprendimento reciproco.

Per partecipare, i candidati devono costituire dei consorzi composti da minimo 3 partners, i quali devono essere legalmente stabiliti nell’UE o in un Paese associato ad Horizon 2020. I responsabili della Commissione hanno sottolineato l’importanza di instaurare collaborazioni inaspettate ed originali per questo tipo di progetti: la cooperazione con nuovi team infatti facilita lo scaturire di idee nuove e potenzialmente rischiose, che il programma FET sostiene.

In FET-OPEN i limiti per la scrittura della proposta progettuale sono molto ristretti: si tratta di sole 16 pagine per la parte scientifica (contenute nella parte B della proposta), mentre le informazioni aggiuntive della sezione 4 (descrizione dei membri del consorzio) e 5 (questioni legate all’etica e alla sicurezza) non sono sottoposte a limiti di lunghezza. Trattandosi di un programma molto competitivo, è essenziale che le proposte siano scritte in maniera eccellente, con la stessa attenzione che solitamente si dedica per la scrittura di una pubblicazione scientifica.

Le proposte saranno valutate da una giuria di esperti indipendenti e dovranno ottenere un minimo di 10,5 su 15 punti. Particolare attenzione sarà attribuita all’eccellenza della proposa: il progetto deve ottenere almeno 4 su 5 punti per poter essere valutato e il 60% della valutazione sarà basata esclusivamente su questo criterio. L’eccellenza di una proposta verrà valutata considerando se la visione a lungo termine del progetto viene espressa in modo chiaro e innovativo e se le scoperte che si ottengono sono ambiziose e concrete. Inoltre le ricerche proposte per realizzare il progetto devono essere nuove, non incrementali e plausibili e la metodologia di ricerca seguita deve essere appropriata e sostenibile. È essenziale inoltre non sottovalutare le altre due sezioni della proposta, impatto e implementazione. A questo proposito, un’interessante testimonianza è stata offerta da Sri Subramanian (University of Sussex), che ha presentato il caso del progetto LEVITATE, finanziato nel cut-off dello scorso maggio dopo 4 tentativi. Sulla base della sua esperienza, il dott. Subramanian ha consigliato di non trascurare nessuno dei criteri di valutazione: per essere finanziati è necessario avere un’idea eccellente ma ciò non basta se non si presta attenzione a tutti i più piccoli dettagli legati al piano di lavoro proposto e al budget allocato.

Tabella riassuntiva della call

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