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industrial innovation

Il 3 e 4 ottobre si è tenuto a Bruxelles l’evento “Industrial Innovation Information Days”, organizzato dalla Commissione europea in cooperazione con gli stakeholders del settore industriale. Le due giornate hanno rappresentato un’occasione di riflessione attorno al futuro della ricerca industriale europea, consentendo di informare sulle attività dell’Unione europea in questo settore e sulle nuove opportunità di finanziamento messe a disposizione dal programma per la ricerca e l’innovazione Horizon 2020.

Nuova strategia di politica industriale europea

Robert Jan Smits, Direttore Generale del dipartimento per la Ricerca e l’Innovazione (DG RTD), ha aperto la conferenza sottolineando l’importanza dell’innovazione tecnologica e degli investimenti in nuove tecnologie abilitanti fondamentali (Key Enabling TechnologiesKETs), come strumenti che permettono alle industrie europee di crescere in maniera sostenibile. L’industria europea è solida e ha conservato una posizione dominante sui mercati mondiali, rappresenta i due terzi delle esportazioni dell’UE, impiega 32 milioni di lavoratori e ha creato 1,5 milioni di nuovi posti di lavoro dal 2013 ad oggi. Perché l’industria possa mantenere e rafforzare il suo vantaggio concorrenziale e fronteggiare le attuali sfide globali occorre tuttavia uno sforzo di modernizzazione, per questo moditivo la politica industriale è al centro delle priorità politiche della Commissione Juncker, come sottolineato durante il discorso annuale sullo Stato dell’Unione.

È necessario inoltre che i risulti della ricerca vengano trasferiti sul mercato e trovino reale applicazione nella società, per permettere alle imprese europee di poter concorrere sulla scena mondiale. Il programma Horizon 2020 svolge un ruolo fondamentale in questo senso, contribuendo a mettere in collegamento la ricerca accademica con mondo delle imprese, incoraggiando un approccio collaborativo, di cui i progetti multiactor rappresentano la perfetta espressione. Per questo motivo le discussioni sul futuro della politica di ricerca e innovazione ribadiscono come questa politica debba rappresentare una priorità nel bilancio europeo e condividono le raccomandazioni contenute nel report “LAB-FAB-APP” elaborato dal Gruppo di alto livello presieduto da Pascal Lamy, auspicando un raddoppiamento del bilancio nel prossimo programma quadro per la ricerca e l’innovazione.

Nuovo programma di lavoro 2018-2020 NMBP

Durante la conferenza è stato presentato il nuovo programma di lavoro dedicato a “Nanotechnologies, Advanced Materials, Biotechnology, and Advanced Manufacturing and Processing” (NMBP) che copre gli ultimi tre anni del programa Horizon, con un budget di 1,6 miliardi di €. Il nuovo work programme sarà adottato formalmente dalla Commissione europea il prossimo 27 ottobre, e conterrà le seguenti calls:
Foundations for tomorrow’s industry: Open Innovation Test Beds; materials characterisation, computer modeling, governance and regulatory aspects;
Transforming European’s industry: Factories of the Future (FoF), Biotechnology; Medical Innovations;
Industrial Sustainability: sustainable process industry (SPIRE), catalysing the circular economy, clean energy, cultural heritage, energy-efficient buildings (EeB).

La prima scadenza sarà quella del 23 gennaio 2018 per i bandi che prevedono la presentazione di progetti in due fasi, i consorzi che saranno invati a partecipare alla seconda fase della valutazione dovranno poi inviare la proposta completa entro il 28 giugno 2016. Per i progetti in un solo step invece la scadenza sarà il 22 febbraio 2018.

Una delle principali novità è costituita dagli Open Innovation Test Beds. Questi “banchi di prova per l’innovazione” saranno delle strutture fisiche, stabilite in almeno tre Stati membri, che permetteranno l’accesso a tecnologie e servizi. L’obiettivo è portare le nanotecnologie e i materiali avanzati alla portata delle imprese e degli utenti finali, in modo tale da consentire l’avanzamento dalla fase di validazione in laboratorio (TRL 4) alla realizzazione del prototipo in ambiente industriale (TRL 7), permetendo la costruzione di networks di competenze lungo tutta la catena del valore.

Valutazione intermedia dei partnenariati contrattuali pubblico-privati

Nel corso dell’evento sono stati presentati i risultati dalla valutazione di medio termine dei partenariati contrattuali pubblico-privati (cPPPs), realizzata da un Gruppo di esperti presieduto da Paolo Annunziato. Attualmente sono attivi i seguenti 10 partenariati contrattuali, istituiti tra la Commissione europea e determinati settori industriali, per avviare un dialogo strategico di alto livello:
5G Infrastructure
Big Data
Cybersecurity
– Energy-efficient Buildings (EeB)
– Green Vehicles (EGVI)
– Factory of the Future (FoF)
– High Performance Computing (HCP)
Photonics
Robotics
– Sustainable Process Industry (SPIRE)

Questo tipo di partenariati sono privi di forma giuridica e basati sull’art. 25 del regolamento n. 1291/2013 che stabilisce Horizon 2020. La valutazione intermedia ha portato alla luce i seguenti aspetti:
Efficienza: generalmente le performance sono state efficienti ed hanno assicurato apertura, inclusione e trasparenza. I tassi di successo sono più alti della media di Horizon, tuttavia variano notevolmente a seconda dello strumento considerato.
Rilevanza: i principali beneficiari risultano essere gli enti privati for profit, la partecipazione delle PMI è piuttosto elevata, con differenze a seconda dello strumento.
Coerenza: buona connessione con gli altri strumenti di H2020 e con le Knowledge and Innovation Communities (KICs), tuttavia non tutte le connessioni e le sinergie sono state ancora esplorate.
Efficacia: sebbene sia ancora troppo presto per valutare l’impatto (quasi tutti i progetti sono ancora in corso), emerge come gli indicatori chiave di performance (KPIs) non siano del tutto realistici, smart, misurabili e valutabili, occorre dunque ripensarli attentamente.
Valore aggiunto europeo: si osserva un impatto significativo e positivo a livello europeo. Grazie ai cPPPs sono aumentate le interazioni e si sono consolidati i networks tra i diversi attori della catena del valore.

Il Gruppo condivide totalmente le raccomandazioni formulate dal gruppo di Pascal Lamy e sottolinea l’importanza di seguire un approccio basato sulle missioni.

Conclusioni

Per il futuro dell’economia europea un’industria forte ed efficace è fondamentale, affinchè l’industria europea rimanga competitiva a livello mondiale è necessario un mercato unico europeo forte e con una regolamentazione efficace, in cui si continui ad investire nell’innovazione tecnologica e si incentivi la cooperazione tra tutti i diversi ecosistemi della catena del valore.

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