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Moverim ha recentemente partecipato alla 4° edizione degli EU Industry Days che si sono svolti dal 23 al 26 febbraio, per la prima volta completamente online. Si tratta dell’evento annuale più importante in Europa sul tema dell’industria, che ha riunito un’ampia gamma di partners per discutere le sfide industriali e co-creare opportunità e risposte politiche, attraverso un dialogo inclusivo.

Nel corso delle quattro giornate di quest’anno, gran parte delle riflessioni si sono concentrate su come trasformare la crisi causata dal Covid in opportunità. Le discussioni hanno ruotato attorno a tre temi principali:

1.Rendere l’industria europea a impatto climatico zero entro il 2050
2.Plasmare il futuro digitale dell’Europa
3.Affrontare la competitività dell’UE nel panorama globale

Rendere l’industria europea a impatto climatico zero entro il 2050

Il Green Deal europeo è uno dei principali obiettivi dell’industria del futuro. Il  vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Frans-Timmermans, ha spiegato che fissando l’obiettivo di raggiungere la neutralità nelle emissioni di carbonio, l’UE ha assunto una posizione di leadership su questo argomento che è stata poi seguita da altri attori economici globali come Cina, Giappone e gli Stati Uniti. Un obiettivo così ambizioso deve essere accompagnato da adeguate misure a livello industriale, argomento ricorrente durante i quattro giorni di conferenza.

Per realizzare questa transizione, sono necessari maggiori investimenti nello sviluppo delle energie rinnovabili. L’UE è leader nel settore delle turbine eoliche e dei pannelli solari, tuttavia molto deve essere ancora fatto per quanto riguarda l’uso dell’energia oceanica e dell’idrogeno. Misure quali la creazione di alleanze come la Clean Hydrogen Alliance, nonché i finanziamenti europei del programma Horizon 2020, hanno contribuito a sostenere lo sviluppo di tali risorse. Tuttavia, i politici possono contribuire ulteriormente a rendere più sicuri gli investimenti privati ​​sul clima formulando obiettivi più chiari e normative più sicure.

Anche le PMI hanno un ruolo chiave da svolgere nella transizione. Rappresentando l’80% degli attori economici europei, le piccole e medie imprese sono protagoniste fondamentali in quanto la loro partnership con attori più grandi può facilitare la transizione verde dell’UE.

Un esempio in tal senso è rappresentato dal settore aereo, che è attualmente una delle industrie più colpite dalla pandemia con un calo del 65,9% della domanda di viaggi aerei. Questo rallentamento dell’attività economica è stato accompagnato dal ripensamento dell’industria aeronautica, in quanto il settore è una delle realtà industriali più inquinanti. A febbraio è stata approvata la Clean Sky roadmap, che aiuta a realizzare la transizione verde per il settore. Il ruolo delle PMI in questo partenariato è fondamentale: 246 attori stanno contribuendo a fornire tali soluzioni.

Plasmare il futuro digitale dell’Europa

La presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen durante il suo discorso introduttivo all’apertura dell’evento ha affermato che “l’Europa deve sfruttare il potenziale della transizione digitale e renderne l’industria un attore chiave”.

Le aziende hanno dimostrato resilienza anche grazie all’uso di tecnologie durante e dopo il lockdown. Ciò evidenzia la necessità di sviluppare un futuro digitale sicuro che sosterrà la transizione verde e aumenterà la competitività industriale europea. L’Europa pianifica i suoi investimenti attorno a 3 assi principali:

Investire nelle persone

Nel 2019, il 42% dei cittadini dell’UE ha mostrato una mancanza di competenze digitali di base, evidenziando la necessità di includere tutti i cittadini nella transizione digitale dell’Europa. Nel Recovery Plan proposto dalla Commissione per uscire dalla pandemia, questo problema è stato affrontato tramite il programma faro “Reskill and Upskill”,  con cui gli Stati membri possono utilizzare una parte dei 671 miliardi di euro di sostegno finanziario per sviluppare competenze digitali per i loro cittadini e attrezzare le loro regioni meno avanzate. Occorre inoltre investire nell’istruzione delle generazioni future per aiutare a sviluppare le competenze digitali necessarie per implementare le nuove tecnologie.

Investire in tecnologie

Il settore privato necessita ancora del sostegno degli investimenti pubblici per lo sviluppo di nuove tecnologie. Un esempio riguarda la connettività: tutte le regioni hanno bisogno di un accesso uniforme a internet anche quando mancano incentivi economici per alcune aree. Gli investimenti pubblici sono importanti anche quando le nuove tecnologie si basano su infrastrutture pubbliche per lo sviluppo, come in particolare il caso delle stazioni di ricarica dei veicoli elettrici in Europa.

Per guidare una ripresa che migliori lo sviluppo digitale, sono stati introdotti diversi programmi di finanziamento. A tale riguardo, l’UE può contare sul nuovo programma Europa Digitale, con una dotazione di 7,5 miliardi di euro di finanziamenti per promuovere la diffusione su vasta scala di tecnologie all’avanguardia, nonché sui finanziamenti per attività di ricerca e innovazione del programma Horizon Europe. Inoltre, il 20% della dotazione totale del pacchetto di ripresa (140 miliardi di euro) è dedicato a quest’area di investimento.

Investire in un quadro normativo più efficiente

Ci si aspetta che i responsabili politici semplifichino le normative sulla transizione digitale, facilitando l’inclusione delle PMI nel mercato unico e regolamentando il ruolo dei grandi attori senza influire sullo sviluppo digitale dell’Europa.

Per affrontare questi problemi, i policy-makers propongono due atti che vanno di pari passo. Da un lato il Digital Market Act che stabilisce regole per i grandi attori del mercato, che sono tenuti ad agire in modo responsabile nel rispetto della concorrenza. Dall’altro, la legge sui servizi digitali che implementa uno spazio digitale sicuro che protegga i diritti degli utenti digitali, aiutando le PMI a sfruttare al massimo la portata fornita dai mercati digitali con le loro imprese. Inoltre, l’UE sta lavorando a ulteriori proposte che stabiliscano regole pratiche nel campo dell’intelligenza artificiale.

Affrontare la competitività dell’UE nel panorama globale

Gli attori dell’industria chiedono un’Europa più assertiva che sostenga le sue attività dal momento che la pandemia ha evidenziato la necessità di rimodellare la politica commerciale. Pertanto, l’UE sta progettando nuovi interventi per proteggere le imprese europee da scambi sleali come sovvenzioni ingiuste o trasferimento forzato di tecnologie. Nella sua risposta, l’Europa ha anche aggiornato il suo regolamento di applicazione, nominato un Chief Trade Officer e un meccanismo di screening per gli investimenti diretti esteri.

L’UE deve inoltre rispondere alla sua dipendenza dalle esportazioni, che è stata messa in evidenza dalla crisi. Lo scorso ottobre i leader dell’UE si sono riuniti per discutere di tali dipendenze e identificare i settori in cui questa strategia è considerata vulnerabile. Le alleanze e gli investimenti pubblici sono alcune delle modalità per invertire tali tendenze.

È necessario inoltre sostenere finanziariamente le imprese europee verso la loro ripresa. Per questo motivo il quadro temporaneo per gli aiuti di Stato è stato prorogato fino alla fine dell’anno. Il bilancio a lungo termine dell’UE per il 2021-2027, aggiunto allo strumento Next Generation EU, rappresenta il più grande pacchetto di sostegno dell’UE con 1,8 trilioni di euro.

Nel complesso, l’attenzione dell’UE alla transizione verde e digitale è la strategia centrale dell’UE per aumentare la propria competitività a lungo termine. I responsabili politici hanno un ruolo essenziale nel facilitare tale transizione e nel definire un quadro legislativo chiaro per migliorare l’economia dell’UE investendo nel miglioramento delle competenze dei suoi cittadini, incoraggiando la ricerca e l’innovazione, promuovendo alleanze e facilitando la doppia transizione per le sue imprese.

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