Scroll to top

Come la Commissione europea sta preparando il prossimo Programma Quadro

Negli ultimi mesi la Commissione europea ha avviato la discussione in merito al nono programma quadro per la ricerca (9°PQ), che seguirà Horizon 2020 ed inizierà il 1° gennaio 2021. Il processo legislativo verrà avviato ufficialmente dalla Commissione con la pubblicazione di una proposta legislativa, prevista indicativamente per il primo semestre del 2018. Consiglio e Parlamento europeo (PE) saranno a quel punto chiamati a raggiungere un accordo sul 9°PQ, in base alla procedura legislative ordinaria dell’UE (co-decisione). Per garantire l’avvio del programma entro i tempi previsti, la sua adozione dovrebbe avvenire entro l’autunno del 2020. Contemporaneamente, Consiglio e PE dovranno negoziare il prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP), che determinerà la quantità di risorse finanziarie che saranno stanziate per la ricerca. Parallelamente si svolgeranno anche le negoziazioni per definire le risorse da assegnare alla politica di coesione, che attualmente rappresenta la principale politica di investimento dell’Unione.

I lavori preparatori per il 9°PQ sono già stati avviati:
• È stata aperta una consultazione pubblica degli stakeholders sulla valutazione intermedia di Horizon 2020, alla quale è possibile partecipare fino al 15 gennaio 2017. I risultati di questa consultazione confluiranno nella valutazione intermedia di Horizon 2020, che sarà realizzata nel corso del 2017. Questa, a sua volta, servirà per preparare la valutazione d’impatto ex ante del futuro programma per la ricerca.
• il Gruppo di alto livello “Maximizing the Impact of EU Research and Innovation Programmes”, composto da 12 membri e condotto da Pascal Lamy, ex-direttore dell’Organizzazione mondiale del commercio (WTO) ed ex commissario della CE, sta lavorando sui futuri orientamenti del 9°PQ. Il report finale del Gruppo è atteso per prossimo giugno e sarà seguito da una conferenza, prevista a Bruxelles per il 30 giugno 2017. Le raccomandazioni formulate dal Gruppo saranno portate avanti dalla Commissione nelle negoziazioni future.
• Altri studi economici e di previsione daranno un contributo a questo lavoro preparatorio.

Scenari – direzioni possibili

La Commissione europea ha lanciato un’attività di pianificazione a lungo termine, chiamata “Bohemia Study”, volta ad assicurare che il prossimo programma quadro per la ricerca sia all’altezza delle sfide del prossimo decennio. Questo studio, che dovrebbe essere portato a termine per la metà del 2017 ed è diretto da Matthias Weber, dell’Istituto Austriaco di Tecnologia (AIT), ha iniziato ad individuare due principali scenari:
scenario “roseo” – prevede che gli investimenti in ricerca e innovazione dell’UE costituiranno uno dei principali fattori di cambiamento nelle politiche climatiche ed energetiche, nell’urbanizzazione, nella sanità digitale, per la prevenzione delle malattie, la sicurezza e la resilienza. In base a questo scenario ottimistico, entro il 2030 l’UE concentrerà la sua politica di ricerca e innovazione su progetti con un elevato rendimento sociale, costituirà un “ecosistema aperto per la ricerca, l’innovazione e l’educazione” e sarà all’avanguardia della transizione verso un’economia circolare. Inoltre, investirà di più in ricerca e innovazione in modo da supportare gli investimenti privati;
scenario “cupo” – prevede la perseveranza degli attuali trends economici e l’intensificazione delle sfide attuali (cambiamenti demografici, scarsa formazione, forti pressioni migratorie, forte disoccupazione, politiche pubbliche obsolete). In questo scenario pessimistico, gli investimenti in ricerca e innovazione non saranno in grado di mantenere le promesse economiche e sociali e si assisterà ad una riduzione del budget per la ricerca scientifica.

Ad ogni modo, considerato il fatto che la Gran Bretagna nei prossimi anni potrebbe non essere più un contribuente europeo e che altri Stati membri stanno cercando di ridurre sempre di più il proprio impegno in Europa, si può supporre che sarà difficile che il prossimo programma quadro ottenga un finanziamento di 80 miliardi di €, cifra assegnata ad Horizon. Inoltre, siamo di fronte ad alcune emergenze sempre più urgenti, come il fenomeno migratorio o la lotto contro le malattie rare/trascurate, che assorbono già risorse nell’attuale QFP ma probabilmente necessiteranno di maggiori stanziamenti nel prossimo periodo. Sebbene il Parlamento europeo vorrebbe chiedere lo stesso budget di 100 miliardi di € che aveva domandato per H2020, è probabile che le risorse del 9°FP saranno più ridotte.

Nell’ottobre del 2016, università, imprese e organizzazioni che compongono il network di Science|Business si sono riuniti a Bruxelles per discutere del futuro dei programmi europei per la ricerca e lo sviluppo. Nel corso della Conferenza, Robert Jan Smits, Direttore generale per la ricerca della Commissione europea, ha fornito alcuni aggiornamenti in merito al Consiglio europeo per lnnovazione (EIC), che il commissario per la ricerca Carlos Moedas ha proposto di inserire nell’ambito del prossimo programma quadro. Nelle intenzioni del commissario, l’EIC includerà nuovi schemi di finanziamento per aiutare le piccole imprese innovative a sviluppare e testare nuovi prodotti e servizi e rendere più semplice per gli innovatori entrare in contatto con la Commissione e i suoi programmi.

Un report pubblicato da Science│Business sintetizza quanto discusso durante la conferenza in una serie di suggerimenti per il prossimo PQ:
fp9_1

Un’altra analisi dei possibili scenari future in merito al 9°PQ è stata realizzata dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), ente pubblico di ricerca italiano. Nel paper intitolato “Towards FP9”, il CNR sostiene che alcune aree strategiche siano già state individuate dalla Commissione: un maggiore sostegno alla cooperazione internazionale, più attenzione al ruolo delle grandi industrie, supporto ai nuovi Stati membri dell’UE (EU 13), attività di ricerca nel settore della difesa e connesse alle questioni migratorie. Il CNR immagina inoltre che lo strumento “Tecnologie future ed emergenti” (FET) verrà rafforzato, con una maggiore attenzione per le FET Flagships. Considerato il forte orientamento verso il mercato e l’importanza attribuita dal commissario Moedas al lancio dell’EIC, il CNR prevede che nel prossimo PQ verrà posta ancora più enfasi sul concetto di “innovazione” nell’ambito del secondo pilastro del programma e che saranno rinforzati gli strumenti finanziari (prestiti, garanzie, fondi di trasferimento tecnologico), gestiti in maniera congiunta dalla Banca europea degli investimenti (EIB) e dal Fondo europeo per gli investimenti (EIF). Il CNR ipotizza inoltre che le Iniziative di programmazione congiunta (JPIs) diventeranno sempre più important per affrontare le sfide sociali. Infatti, a fronte della possibile riduzione del budget del 9° PQ e della crescente attenzione politica nei confronti delle attività di ricerca rivolte al mercato, queste iniziative, condotte principalmente dagli Stati membri, possono essere considerate uno strumento molto interessante per implementare programmi strategici comuni per la ricerca e l’innovazione. In questo contesto, le JPIs potrebbero ricoprire un ruolo più importante rispetto ad ora, trasformandosi in un elemento strutturale del 9°PQ, com’è stato per le Iniziative tecnologiche congiunte (JTIs) in H2020.
Un aspetto che il CNR ritiene potrebbe non cambiare radicalmente è la struttura del programma. Horizon 2020 si compone di tre pilastri: eccellenza scientifica, leadership industriale e sfide per la società. Questa struttura sembra essere generalmente condivisa dagli stakeholders, dunque non sembrano esserci motivi per cambiamenti radicali nel prossimo futuro.
fp9_2

Secondo il CNR, il primo pilastro resterà invariato rispetto ad H2020. Il secondo si focalizzerà u questioni avanti un maggiore impatto innovativo e una più forte attenzione al mercato. Infine, il terzo pilastro rimarrà incentrato sulle maggiori sfide per la società, ma con un importante ruolo di co-finanziamento da parte degli Stati membri, nell’ambito delle Iniziative di programmazione congiunta.

I prossimi passi saranno dunque l’analisi della consultazione pubblica su Horizon 2020, alla quale è possibile partecipare ancora per 3 giorni compilando il questionario messo online dalla Commissione. Tutti i cittadini e le organizzazioni sono chiamati a contribuire a questa consultazione, in particolare ricercatori, imprenditori, innovatori e tutti i tipi di organizzazioni che hanno partecipato al programma di Ricerca ed Innovazione Horizon 2020, in quanto questa valutazione intermedia contribuirà a migliorare il funzionamento di Horizon 2020 e sarà un elemento importante nella preparazione del prossimo programma di ricerca e innovazione dell’UE.

Comments are closed.