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Recentemente Moverim ha partecipato al convegno, tenutosi a Bruxelles, “Una prospettiva europea sull’intelligenza artificiale: facilitare l’adozione dell’IA da parte delle PMI nelle principali catene di valore industriale“.

La conferenza è stata organizzata a seguito dell’iniziativa della Commissione europea sull’Intelligenza artificiale, che mira a contribuire ad accelerare lo sviluppo delle PMI europee nelle catene del valore strategiche. L’iniziativa mira inoltre a promuovere una più stretta cooperazione tra industria, start-up, mondo accademico e responsabili politici, al fine di promuovere i punti di forza dell’UE nella nuova era industriale. Alla confererenza, infatti, hanno preso parte decisori di PMI, istituti di ricerca e policy makers.

È stato messo in evidenza il potenziale di valore dello sviluppo dell’IA per le PMI europee, compresi i fattori di successo e le barriere, e sono state individuate le basi necessarie per l’adozione soddisfacente dell’IA. Inoltre, si è discusso della sovranità tecnologica europea e di come mantenerla in futuro. Particolare attenzione è stata rivolta a tre catene di valore strategiche per l’Europa: mobilità futura, internet industriale degli oggetti (IoT) e salute intelligente.

Contesto

Siamo solo all’inizio di un rapido periodo di trasformazione della nostra economia e società a causa della convergenza di molte tecnologie digitali. L’intelligenza artificiale (AI) è fondamentale per questo cambiamento e offre grandi opportunità per migliorare la nostra vita. I recenti sviluppi nell’AI sono il risultato di una maggiore potenza di elaborazione, miglioramenti degli algoritmi e crescita esponenziale del volume e della varietà dei dati digitali. Molte applicazioni dell’AI sono entrate nella nostra vita di tutti i giorni, dalle traduzioni automatiche, al riconoscimento di immagini e alla generazione di musica, e sono sempre più utilizzate nell’industria, nel governo e nel commercio. I veicoli connessi e autonomi e la diagnostica medica supportata dall’intelligenza artificiale sono aree di applicazione che presto saranno comuni.

Esiste una forte concorrenza globale sull’intelligenza artificiale tra Stati Uniti, Cina ed Europa. Gli Stati Uniti guidano per ora, ma la Cina sta recuperando terreno e punta a superare gli USA entro il 2030. L’UE vuole trovare il modo di abbracciare le opportunità offerte dall’IA in un modo che sia human-centred, etico, sicuro e fedele ai nostri valori fondamentali.

Storie di successo e finanziamenti europei

Secondo i partecipanti della conferenza, un’importante difficoltà per molte piccole e medie imprese che desiderano sviluppare o distribuire applicazioni di intelligenza artificiale consiste nel trovare talenti con le competenze appropriate. Il costo dell’istruzione, le insufficienti opportunità di apprendimento a lungo termine e la mancanza di sforzi strutturati di conservazione dei talenti sono stati identificati come sfide chiave per le PMI.

Nei vari workshop sono state considerate diverse potenziali soluzioni per queste sfide. Tra queste, fornire alle PMI un accesso più facile alle informazioni, finanziamenti per opportunità di riqualificazione e offrire lezioni online gratuite alla popolazione generale (come la Finlandia per esempio). È stato inoltre sottolineato l’importante ruolo degli hub dell’innovazione digitale nell’affrontare le sfide relative alle competenze.

A questo proposito, sono state presentate anche storie di successo. Emir Demircan, direttore del patrocinio e delle politiche pubbliche di SEMI Europe, ha fornito approfondimenti sull’industria dei semiconduttori, identificando i deficit di talenti e la carenza di competenze come le sue maggiori sfide. Ha presentato il progetto METIS (Microelectronics Training, Industry and Skills), un’Alleanza delle abilità settoriali cofinanziata dal programma Erasmus+, che propone di colmare il divario di competenze e la diversità della forza lavoro approfondendo la collaborazione tra l’industria della microelettronica e i fornitori di istruzione.

Francesco Millo, capo dell’ufficio del CEO di Bonfiglioli, ha  fornito l’esempio dell’iniziativa digitale di ri-formazione della società Bonfiglioli che mette le persone al primo posto (“pilastro principale per ottenere il cambiamento”). Gli operai di Bonfiglioli ricevono in media 140 ore di formazione all’inizio di un cambiamento di mentalità tecnica e culturale. Il programma li riqualifica per nuove posizioni sfruttando le capacità esistenti. È stato, inoltre, presentato il progetto IoTwins, coordinato da Bonfiglioli e finanziato dal programma Horizon 2020, che prevede un investimento totale di 20 milioni di euro. Il progetto servirà a valutare in anticipo, in una realtà virtuale, pregi e difetti dei processi industriali che saranno poi applicati alle produzioni.

Strategia dell’UE: pubblicato il «Libro bianco» sull’intelligenza artificiale

Gli Stati membri dell’UE e la Commissione europea stanno sviluppando strategie coordinate nazionali ed europee, riconoscendo che, solo agendo in modo armonico, possa esserci una buona riuscita. A tal fine il 19 febbraio è stato pubblicato il «Libro bianco» sull’intelligenza artificiale aperto a una consultazione pubblica fino al prossimo 19 maggio. Insieme al «Green New Deal», quello digitale è il pilastro della nuova Commissione che prevederà nel bilancio pluriennale 2021-27 investimenti pari a 15 miliardi di euro nel digitale, industria e spazio.   

La Commissione richiede che i sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio, come il riconoscimento facciale, dovranno essere “trasparenti, tracciabili e garantire il controllo umano in settori ‘sensibili’ come salute, polizia e trasporti”. Si considera anche che “questi sistemi possono comportare rischi“, per questo è essenziale costruire fiducia con “regole chiare“. Dunque dovremmo abbracciare le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale ma non acriticamente.

I sistemi di intelligenza artificiale sono attualmente limitati a compiti ristretti e ben definiti e le loro tecnologie ereditano imperfezioni dai loro creatori umani, come l’effetto di distorsione ben noto presente nei dati. Dovremmo sfidare le carenze dell’AI e lavorare verso forti strategie di valutazione, sistemi trasparenti e affidabili e buone interazioni uomo-AI. Gli algoritmi etici e sicuri per la progettazione sono fondamentali per creare fiducia in questa tecnologia dirompente, ma c’è anche bisogno di un impegno più ampio della società civile sui valori da incorporare nell’intelligenza artificiale e sulle direzioni per lo sviluppo futuro.

Come si muoverà l’uomo nell’era digitale?

Sappiamo ancora molto poco su come l’AI avrà un impatto sul modo in cui pensiamo, sul modo in cui prendiamo decisioni e come influenzerà il nostro lavoro. Questa incertezza può essere fonte di preoccupazione ma è anche un segno di opportunità. A tal proposito, i due giorni di conferenza si sono conclusi con un intervento molto stimolante “Humankind in the digital era” del business philosopher Anders Indset. In questa sessione, Anders ha invitato a riflettere sulle relazioni uomo-macchina e su come l’AI e la robotica potrebbero influenzare la civiltà nel prossimo futuro.

Quale ruolo giocheranno le capacità umane, come emozioni e creatività, nell’era dell’AI?  A quali problemi  la società dovrà rispondere con l’AI e quali dovranno essere risolti in altri modi? Come l’individuo dovrà affrontare il fatto che le decisioni algoritmiche non saranno perfette, ma potrebbero essere migliori di quelle umane?

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