Scroll to top

Il 29 e 30 novembre si è tenuta a Bruxelles “TechItaly 2016 – Circular Economy“, iniziativa organizzata dall’Ambasciata d’Italia a Bruxelles in collaborazione con l’Istituto per il Commercio Estero (ICE) e la Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’UE. La finalità dell’evento è stata discutere sfide e opportunità di business legate all’economia circolare tra rappresentanti delle istituzioni pubbliche, del mondo della ricerca e dell’industria.

L’economia circolare si basa sull’applicazione di misure dirette ad aumentare le risorse rinnovabili e riciclabili utilizzate nel settore industriale diminuendo tanto il consumo di materie prime quanto la produzione di materiali di scarto. Come è stato sottolineato durante l’evento, la Commissione europea ha presentato una proposta per una strategia sull’economia circolare in Europa. Nel dicembre 2015 ha pubblicato la comunicazione Closing the Loop – An EU action plan for the circular economy al fine di individuare un piano d’azione comune a livello europeo per favorire l’economia circolare. Tale piano d’azione è accompagnato da un pacchetto legislativo proposto per facilitare il processo di attuazione.

circular-economy

Copyright: European Commission, 2015

Durante la prima giornata è stato sottolineato che la transizione da un’economia lineare ad un’economia circolare ha bisogno di investimenti pubblici e privati per modernizzare l’Europa. I dati disponibili sullo stato dell’arte mostrano che solo il 25% delle PMI italiane vendono i loro scarti ad altre imprese, mentre fra le grandi aziende è il 45%. È stato messo in luce come l’economia circolare possa essere un volano per l’economia in generale per vari motivi:
– L’economia circolare può rilanciare l’economia abbattendo il costo delle materie prime;
– Un cambio di modelli di business in cui il valore dei prodotti e delle materie prime viene mantenuto il più a lungo possibile;
– Una riduzione della quantità di rifiuti da conferire in discarica con relativa riduzione dell’inquinamento;
– Una soluzione al problema della scarsità di risorse sul suolo italiano.

L’economia circolare va al di là di una semplice politica di corretta gestione dei rifiuti in quanto comprende l’intero ciclo di vita del prodotto. Una volta raggiunta la fine del suo ciclo di vita, i componenti del prodotto vengono reintrodotti nel sistema in qualità di materie prime.
L’opportunità di business legata all’economia circolare si fonda su tre aspetti:
Economico: rilancio della competitività del settore industriale;
Sociale: creazione di nuovi posti di lavoro in un settore quasi totalmente nuovo;
Ambientale: contenimento dell’impronta ecologica ed incremento della sostenibilità.

Il concetto di economia circolare è stato trattato in studi, progetti e dal mondo imprenditoriale, spesso senza la chiara consapevolezza di implementare le politiche europee sull’economia circolare.
– La Fondazione Sviluppo Sostenibile ha prodotto un rapporto intitolato “L’Italia del riciclo 2016” con un focus particolare sulle materie prime seconde prodotte in Italia;
– L’Associazione Italiana Biochar ha presentato i risultati del progetto Eurochar riguardante il biochar, un carbone vegetale derivato dai rifiuti organici;
– Claudia Brunori, presidente della divisione per l’efficienza energetica dell’ENEA, ha spiegato in modo molto esaustivo che l’economia circolarerichiede un’azione sistemica che deve riprodursi tanto nel distretto industriale, quanto sul territorio in generale, con una struttura a cicli concentrici la cui chiusura deve avvenire a più livelli, dalle imprese ai cittadini. Ciò è strettamente connesso al concetto di Industrial Symbiosis per cui aziende simili possono creare cicli di scarti e materie prime;

Inoltre sono stati presentati alcuni esempi dal mondo industriale:
– Il Gruppo Saviola produce mobilio da legname di scarto da circa 50 anni;
– L’azienda Viscolube si occupa dal 1963 della rigenerazione dell’olio minerale esausto.

La seconda giornata di Techitaly è stata dedicata a presentare le realtà belghe e italiane coinvolte in progetti di economia circolare. In particolare sono stati illustrati i risultati conseguiti da agenzie ed imprese italiane e belghe:
– La Regione di Bruxelles Capitale ha adottato un Programma regionale in Economia Circolare (PREC) che prevede una forte attenzione al riutilizzo e al riciclaggio e si attua attraverso 111 misure trasversali, settoriali, territoriali e di governance;
– Il Programma dei Materiali delle Fiandre combina visione a lungo termine, ricerca e azioni concrete nell’ambito dell’economia circolare. Il portale per l’economia circolare nelle Fiandre raccoglie una cinquantina di casi aziendali che realizzano l’economia circolare in Belgio;
– Il governo e le regioni italiane lo scorso agosto hanno stanziato 30 milioni di € per il cofinanziamento di nuovi programmi volti ad incentivare gli audit energetici nelle PMI o l’adozione di sistemi di gestione dell’energia conformi alle nome ISO 50001. L’iniziativa verrà replicata annualmente con risorse analoghe fino al 2020;
– L’Azienda Avio Aero ha sviluppato servizi di MRO (Maintenance, Repair, Overhaul) e di CRO (Component Repair and Overhaul) per la manutenzione degli aeromobili e dei singoli componenti, che vengono revisionati, rivalorizzati e riottimizzati;
– La società VinyLoop Ferrara Spa, joint venture tra il gruppo Solvay e il gruppo francese Ferrari, gestisce il primo impianto al mondo per la rigenerazione del PVC contenuto in prodotti a fine vita. Lo stabilimento tratta 10 mila tonnellate all’anno di rifiuti contenenti PVC, producendo 9 mila tonnellate di prodotto rigenerato.

Durante l’ultima sessione dell’evento sono stati presentati i programmi di finanziamento europei a sostegno dell’economia circolare. La Commissione europea infatti fornisce un’ampia gamma di strumenti finanziari che possono essere utilizzati a sostegno dell’economia circolare e dell’uso efficiente delle risorse, tra cui, in particolare, sono stati approfonditi:

Il programma per la ricerca e l’innovazione Horizon 2020:

La call trasversale “Industry 2020 in the Circular Economy” promuove la crescita economica e le capacità industriali europee attraverso la dimostrazione della fattibilità economica e ambientale dell’approccio dell’economia circolare. Questo approccio si basa sullo sviluppo di un’economia più efficiente nell’impiego delle risorse e sulla riduzione degli sprechi. Nell’ambito di questa call, durante l’evento sono stati presentati i seguenti due topics aperti per il 2017:

techitaly2
Tuttavia moltissimi programmi di lavoro all’interno di Horizon 2020 sostengono misure che possono promuovere la transizione verso un’economia circolare, come si può osservare dall’immagine sottostante:

techitaly1

Il programma LIFE

Principale strumento finanziario per la salvaguardia dell’ambiente e della natura in Europa, dotato di un budget pari a 3,4 miliardi di euro per il periodo 2014-2020, LIFE finanzia progetti che dimostrano la fattibilità dell’economia circolare fin dal 1992. Durante il periodo 2007-2013 sono stati investiti 164 milioni di euro per finanziare progetti progetti LIFE relativi al trattamento dei rifiuti. Il finanziamento di progetti legati all’economia circolare è in costante crescita, si osserva infatti che nel solo biennio 2014-2015 sono stati investiti circa 100 milioni di euro per questo tipo di progetti.
Alcuni interessanti progetti finanziati in questo settore sono: GREEN SINKS (Italia), ICARRE 95 (Francia), From Roof to Road (Danimarca) e Usa e Riusa (Italia).

Ulteriori informazioni

Comments are closed.