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Recentemente Moverim ha partecipato alla conferenza Mainstream Biodiversity – the way to go, organizzata dal CESE con il sostegno dell’Osservatorio sullo sviluppo sostenibile (OSS) e della direzione B per i lavori legislativi. L’evento ha coinvolto una vasta gamma di parti interessate in particolare i giovani, con lo scopo di offrire un visione globale della biodiversità e di sviluppare approcci più innovativi e creativi per affrontare le questioni relative al tema.

I vari panel di discussione si sono focalizzati sui seguenti argomenti:
– cosa offrirà la nuova strategia dell’UE sulla biodiversità;
– quali sono i modi migliori per integrarla in altri settori politici e come garantirne l’attuazione, con soluzioni che siano economicamente e socialmente sostenibili;
– come fornire le condizioni affinché la società civile possa mobilitare i propri sforzi per soluzioni innovative ed olistiche per la biodiversità.

Contesto

Sebbene ci sia un interesse crescente sul tema dei cambiamenti climatici, è  di importanza fondamentale considerare la perdita della biodiversità una delle maggiori sfide che l’umanità sta affrontando, infatti a livello globale stiamo consumando più risorse di quelle che possiamo generare. La piattaforma internazionale sulla biodiversità e i servizi ecosistemici (IPBES) stima che circa 1 milione di specie siano a rischio di estinzione entro il prossimo decennio; ciò comporta molti rischi per la natura, ma anche per il genere umano. La diversità biologica non è solo un’eredità da preservare, ma è una componente essenziale della sussistenza e del benessere umano.

Strategia dell’UE sulla biodiversità 2020

L’Unione europea ha cercato di affrontare questo problema con la sua strategia dell’UE sulla biodiversità 2020 e con una varietà di strumenti politici. Il nuovo collegio dei Commissari ha iniziato il suo mandato ed è in fase di sviluppo un quadro UE post 2020 per la biodiversità. La sua integrazione è in cima all’agenda dell’UE, in particolare per il Commissario per l’ambiente, gli oceani e la pesca che è determinato a realizzare nuovi standard di ampia portata per la biodiversità nel commercio, nell’industria, nell’agricoltura e nell’economia. Ciò risponde alla necessità di un approccio olistico per affrontare la perdita di biodiversità.

Integrazione della biodiversità nella politica dell’UE: quadro per la biodiversità dopo il 2020

La garanzia che l’UE rispetti i suoi impegni globali in materia di biodiversità dipenderà dalla disponibilità e dall’uso efficiente delle risorse finanziarie. Da uno studio effettuato dall’Istituto per la politica ambientale europea (IEEP) è emerso che gli investimenti dell’UE in materia sono solo parzialmente pubblici, infatti, solo il 14% di essi derivano dal settore pubblico e la restante parte proviene da aziende o privati.

La Commissione e gli Stati membri lavoreranno per:
– garantire la distribuzione e un migliore assorbimento dei fondi esistenti per la biodiversità;
– razionalizzare le risorse disponibili e massimizzare i co-benefici di varie fonti di finanziamento, comprese quelle per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, la pesca, la politica regionale e il cambiamento climatico;
– diversificare e potenziare varie fonti di finanziamento.

L’obiettivo è, dunque, quello di mobilitare ed aumentare significativamente le risorse finanziarie, da fonti sia pubbliche che private, per conservare e sfruttare adeguatamente la biodiversità e gli ecosistemi.

The European environment – state and outlook (SOER 2020)

A riconferma di quanto detto alla conferenza, dall’ultimo rapporto “The European environment – state and outlook“, dell’Agenzia europea dell’ambiente (AEA), è emerso che l’Europa dovrà affrontare sfide ambientali di portata ed urgenza senza precedenti. L’UE non raggiungerà i suoi obiettivi per il 2030 senza un’azione incisiva  nei prossimi 10 anni per far fronte al tasso allarmante di perdita di biodiversità, all’aumento degli impatti dei cambiamenti climatici ed al consumo eccessivo di risorse naturali. La necessità di tali cambiamenti di vasta portata si riflette nel Green Deal lanciato dalla Commissione europea, che sottolinea l’importanza di trasformazioni ambiziose dei sistemi di produzione e consumo per affrontare le sfide legate all’ambiente e le opportunità che queste potrebbero creare per una transizione equa ed inclusiva.

 Secondo l’Agenzia europea dell’ambiente bisognerebbe:
– rendere la sostenibilità il motore di nuove politiche;
– dirigere l’azione globale attraverso l’Agenda ONU 2030;
– promuovere le innovazioni sociali in tutta la società;
– aumentare gli investimenti e riorientare il settore finanziario;
– gestire i rischi e garantire una transizione socialmente equa;
– sviluppare più conoscenze e know-how per agire.                                              

Un nuovo quadro di biodiversità efficace ed efficiente

Vi sono molte domande a cui dover ancora rispondere. Una di queste è il modo in cui l’Unione europea e i suoi Stati membri possano accrescere le proprie ambizioni e definire un nuovo quadro efficace ed efficiente per la biodiversità. L’UE potrà dare l’esempio alla 15a riunione della Conferenza delle Parti (COP 15) alla Convention sulla diversità biologica, che si terrà nell’ottobre 2020, in Cina. In tale occasione, le parti istituiranno un quadro globale per la biodiversità dopo il 2020 che affronti la questione a livello mondiale.

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