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A Bruxelles recentemente si è svolta la conferenza “Horizon 2020: Europe as a global actor”, organizzata dalla Direzione Generale per la Ricerca e l’Innovazione (RDT) e dall’Agenzia esecutiva per la Ricerca (REA). L’obiettivo dell’evento è stato presentare i risultati ottenuti da 11 progetti selezionati nell’ambito della tematica “L’Europa in un mondo che cambia – società inclusive, innovative e riflessive” (Sfida Sociale 6 – SC6), del programma Horizon 2020, il quale ha identificato sette sfide prioritarie nelle quali l’investimento nella ricerca e l’innovazione possono avere un impatto reale a beneficio dei cittadini.

Come ricordato da Elisabeth Lipiatou, della Direzione Generale per le Ricerca e l’Innovazione, la nuova strategia globale europea per la politica estera e di sicurezza (PESC), presentata al Consiglio europeo lo scorso 28 giugno dall’Alto Rappresentante dell’UE Federica Mogherini, adotta un approccio basato sul rispetto dei valori democratici da parte dell’UE e degli Stati membri, su una più flessibile interazione con i partners internazionali a seconda dei diversi contesti e su un rilancio attivo del multilateralismo che consenta all’Europa di dispiegare a pieno il suo ruolo sulla scena internazionale.

Al fine di rinforzare il suo ruolo globale e regionale, l’obiettivo dell’Unione europea è quello di incrementare ulteriormente i dati, le analisi e le informazioni di cui dispone, così da pervenire alla definizione di una politica estera maggiormente proattiva e lungimirante. In questo contesto risulta evidente il ruolo decisivo della ricerca, la quale fornisce infatti un supporto imprescindibile sia nella comprensione dei complessi cambiamenti che hanno riguardato le dinamiche geopolitiche degli ultimi anni, sia nel potenziamento del ruolo dell’Unione europea sulla scena globale.

A queste esigenze rispondeva per l’appunto la Call “Europe as a global actor, lanciata nel 2015 nell’ambito del programma di lavoro per il 2014-2015 “L’Europa in un mondo che cambia” di Horizon 2020. La call individuava due aree di ricerca, prioritarie e complementari, connesse alla politica globale europea:
1. Ricerca nei cambiamenti globali della società al fine di rafforzare l’economia competitiva e il contributo alle relazioni esterne dell’Unione;
2. Ricerca per il supporto alle relazioni esterne dell’Unione per il potenziamento del ruolo globale dell’Unione attraverso l’incremento delle conoscenze e della comprensione delle dinamiche esterne in cui L’Unione è inserita.

Queste aree di ricerca prioritarie sono state affrontate dagli 11 progetti di ricerca presentati nel corso della conferenza:

globus GLOBUS: riconsiderare il contributo dell’UE alla giustizia globale.
Il progetto combina la ricerca normativa ed empirica per valutare in maniera critica l’impatto dell’UE, con particolare riferimento ai settori della migrazione, del commercio, dello sviluppo, della cooperazione, del conflitto e dei cambiamenti climatici.

 

smart SMART: mercato sostenibile per un commercio responsabile.
La ricerca sostenuta dal progetto servirà a promuovere uno sviluppo globale sostenibile nell’ambito di un’economia circolare, a zero emissioni di carbonio e rispettosa degli obiettivi di sviluppo internazionale.

 

eupanck EUNPACK: nuovo approccio alla comprensione dei conflitti e dei meccanismi di crisi.
Il progetto analizza i meccanismi di risposta alle crisi messi in atto dall’Unione e ha l’obiettivo di comprendere se l’UE sarà in grado o meno di accrescere i suoi strumenti di gestione del conflitto.

 

elcsid EL-CSID: leadership europea nella diplomazia della scienza, della cultura e dell’innovazione.
L’ambizione è quella di identificare come l’UE e gli Stati membri possano sviluppare, sia collettivamente che individualmente, un buon ambiente di policy a livello istituzionale e strategico per migliorare le proprie relazioni diplomatiche esterne.

 

eu-lac-museums EU-LAC-MUSEUMS: musei e comunità – concetti, esperienze e sostenibilità in EU, America Latina e Caraibi.
Il progetto crea dialogo e cooperazione tra università, musei e comunità europee e dell’America latina al fine di realizzare un’analisi bi-regionale in questi settori.

 

inform INFORM: colmare il gap tra istituzioni ufficiali e informali nei Balcani.
Il progetto studia le interazioni tra le istituzioni formali e informali nella società balcanica in campo politico, economico e della vita quotidiana e approfondisce quanto queste istituzioni influenzino l’implementazione delle normative europee.

 

eulac-focus EULAC Focus: dimensione culturale, scientifica e sociale.
L’obiettivo è mettere a fuoco la dimensione culturale, scientifica e sociale delle relazione tra UE e CELAC, prestando attenzione sia alla creazione di sinergie e allo scambio di saperi, che all’individuazione di asimmetrie tra le due regioni.

 

medreset MEDRESET: nuovo approccio per la comprensione del Mediterraneo.
Il progetto si propone di “resettare” la nostra comprensione del Mediterraneo ed elaborare un approccio radicalmente nuovo per far sì che le politiche europee diventino più inclusive in relazione agli attori da coinvolgere, più reattive di fronte alle principali sfide e più flessibili.

 

menara MENARA: architettura dell’Asia centrale e del Nord Africa.
Indagine di cambiamenti geopolitici, regionali e trasformazioni interne, mappatura della principali forze e dinamiche che alimentano il conflitto; costruzione di scenari per informare e stimolare la riflessione strategica attorno ai problemi di queste regioni e aiuterà l’UE a comprendere meglio il susseguirsi degli eventi.

 

eu-strat EU-STRAT: l’UE e i Paesi dell’Est
Questo progetto di ricerca realizza un’analisi interno-esterna e una valutazione strategica delle le relazioni tra l’Unione europea e i Paesi dell’Europa dell’Est

 

feuture FEUTURE: il futuro delle relazioni tra UE e Turchia.
Gli obiettivi del progetto sono realizzare una mappatura delle relazioni UE-Turchia, prevedere le dinamiche e gli scenari futuri maggiormente plausibili e proporre raccomandazioni di policy.

 

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