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Un nuovo mercato unico per l’energia

Il 7 settembre Moverim ha partecipato all’evento “European Energy Dialogue” organizzato dal Comitato Economico e Sociale (EESC) dove si è discusso del progresso, dei cambiamenti e del coinvolgimento della società civile nell’Unione Energetica Europea (Energy Union Strategy) Durante i primi interventi, Dominique Ristori (Direttore Generale della DG ENERGY) e Lauro Panella (Membro di gabinetto del Presidente del Parlamento Europeo) hanno richiamato le priorità del pacchetto sull’energia pulita (Clean-Energy package) presentato dalla Commissione Europea il 30 novembre 2016, sottolineando la necessità di garantire energia pulita, efficiente e sicura per tutti i cittadini1 in un mercato unico europeo dell’energia; in cui i cittadini non abbiano un ruolo passivo. Fino a poco tempo fa infatti il mercato dell’energia era completamente centralizzato e unidirezionale e sembrava un’utopia pensare che i cittadini potessero essere allo stesso tempo produttori e consumatori di energia. Oggi la transizione verso questo tipo di mercato è già iniziata.

Il costo dell’energia nell’UE

Gli obiettivi prioritari in materia di energia nella Strategia Europa 2030 sono ormai ben chiari, tuttavia si deve ancora discutere riguardo ai finanziamenti. Si stima che gli investimenti necessari nel settore energetico da oggi fino al 2030 saranno di circa 1115 miliardi di euro e chiaramente l’Unione Europea non è in grado di sostenere tale spesa. Monica Peña Sastre (policy officer nel settore energia e clima dellaBanca d’Investimento Europea-BEI) ha fornito i dati sul budget destinato al settore energia2 di cui dispone la BEI, sottolineando la necessità di definire un piano d’investimento stabile, adeguato al volume e al rischio. Tra le novità citate, nuove possibilità di finanziamento per le banche locali da investire in piccoli progetti nel settore energetico.

Riformare il bilancio UE

Dal dibattito emerge la necessità di riformare il biancio UE, sia sul fronte delle entrate che delle spese, per affrontare le priorità e per aiutare a risolvere le sfide che interessano i cittadini europei, riallocando le risorse nel settore delle green energies e non solo. A questo proposito Kai Schlegelmilch (Vicepresidente di Green Budget Europe) fa riferimento alla proposta di Mario Monti del 1 gennaio 2017 (raccomandazioni per riformare il bilancio UE) e tra le ipotesi viene citato un sistema di tassazione comune sui combustibili fossili e sulle emissioni di CO2. La Commissione Europea ha preso atto delle conclusioni e ne terrà conto nei lavori preparatori del prossimo quadro finanziario pluriennale.

Prospettive future nel settore energetico

Concludendo, è emerso che l’Europa può veramente fare la differenza nel settore energetico e generare un reale impatto sui cittadini. Il consumo di energie rinnovabili è in crescita3 e il target per il futuro è arrivare a 0% di emissioni di CO2. È evidente che per raggiungere tale ambizioso obiettivo sarà necessario investire sempre di più sulle risorse carbon-free. Secondo Thomas Pellerin-Carlin (ricercatore al Jacques Delors Institute) l’innovazione consentirà l’accesso a questo tipo di risorse e con questo termine egli non si riferisce solo alle nuove tecnologie, che sono state già in parte sviluppate, bensì ad un nuovo mercato e a nuove politiche industriali basate sull’innovazione. Quindi non si tratta di investire maggiori risorse, ma di riallocarle dal mercato dei combustibili fossili a quello carbon-free. Tra le nuove proposte per sostenere questa transizione si sta pensando anche alla creazione di un programma Green Erasmus Pro per attrarre i giovani verso esperienze di lavoro nell’ambito delle energie pulite e migliorare la consapevolezza sui mutamenti in atto nel mercato energetico.

Ulteriori informazioni


1In Europa si stimano 50 milioni di cittadini a rischio di povertà energetica.

263 miliardi di euro destinati al settore energetico.

3+0,75% ogni anno.

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